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Stop senza deroghe agli incentivi per la progettazione interna

di Alberto Barbiero

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Le attività di progettazione svolte da dipendenti delle amministrazioni pubbliche non possono essere remunerate con il sistema di incentivazione previsto dal nuovo codice dei contratti. L'Anac fornisce la prima interpretazione rilevante della nuova disciplina degli incentivi definita dall'articolo 113 del Dlgs 50/2016, esprimendo un'indicazione pienamente in linea con i principi definiti dalla legge-delega, eliminando molti dubbi sorti nelle prime settimane di vigenza della nuova norma in ragione della sua formulazione non lineare nei primi tre commi, che ha lasciato ipotizzare la continuità in via sostanziale con il quadro di riferimento previgente.

L'interpretazione dell'Anac
Nelle linee-guida sull'affidamento dei servizi di ingegneria e di architettura, sottoposte al parere del Consiglio di Stato e delle commissioni parlamentari, l'autorità sancisce che nel caso di ricorso alla progettazione interna non può essere applicata l'incentivazione del 2%, in quanto espressamente vietata dalla legge delega 11/2016 (secondo il criterio stabilito nell' articolo 1, comma 1, lettera oo), con l'affermazione di un principio recepito dal comma 2 dell'articolo 113 del nuovo codice dei contratti pubblici.
La problematica interpretativa si concentra su un particolare aspetto del comma 1 della disposizione, il quale prevede che gli oneri inerenti alla progettazione, alla direzione dei lavori ovvero al direttore dell'esecuzione, alla vigilanza, ai collaudi tecnici e amministrativi ovvero alle verifiche di conformità, al collaudo statico, agli studi e alle ricerche connessi, alla progettazione dei piani di sicurezza e di coordinamento e al coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione, nonché alle prestazioni professionali e specialistiche necessari per la redazione di un progetto esecutivo completo in ogni dettaglio fanno carico agli stanziamenti previsti per la realizzazione dei singoli lavori negli stati di previsione della spesa o nei bilanci delle stazioni appaltanti.

La composizione del fondo di incentivazione
È invece il comma 2 a definire il sistema di composizione del fondo di incentivazione, stabilendo che a valere sugli stanziamenti previsti in base al comma 1 le amministrazioni pubbliche destinano a un apposito fondo risorse finanziarie in misura non superiore al 2 per cento modulate sull'importo dei lavori posti a base di gara per le funzioni tecniche svolte dai dipendenti pubblici esclusivamente per le attività di programmazione della spesa per investimenti, per la verifica preventiva dei progetti di predisposizione e di controllo delle procedure di bando e di esecuzione dei contratti pubblici, di responsabile unico del procedimento, di direzione dei lavori ovvero direzione dell'esecuzione e di collaudo tecnico amministrativo ovvero di verifica di conformità, di collaudatore statico ove necessario per consentire l'esecuzione del contratto nel rispetto dei documenti a base di gara, del progetto, dei tempi e costi prestabiliti.
Da tale norma risulta evidente l'esclusione delle attività di progettazione dall'incentivazione, che risulta invece focalizzata sulle fasi di programmazione, di impostazione e gestione della gara, nonché di esecuzione e di controllo dell'appalto.
Il problema interpretativo è stato invece generato dal primo periodo del comma 3 dell'articolo 113, il quale prevede che l'80 per cento delle risorse finanziarie del fondo è ripartito, per ciascuna opera o lavoro, servizio, fornitura con le modalità e i criteri previsti in sede di contrattazione decentrata integrativa del personale, sulla base di apposito regolamento adottato dalle amministrazioni secondo i rispettivi ordinamenti, tra il responsabile unico del procedimento e i soggetti che svolgono le funzioni tecniche indicate al comma 1 nonché tra i loro collaboratori: tra queste funzioni rientra anche la progettazione e proprio tale indicazione ha confuso molte amministrazioni.
L'intervento dell'Anac delinea una chiave interpretativa ineludibile, ossia la riconduzione dell'interpretazione sistemica al principio alla base della disposizione, che non contempla più la progettazione tra le attività che possono essere assoggettate all'incentivazione.


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