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Il nulla osta paesaggistico non motivato è annullabile dalla Soprintendenza

di Antonio Capitano

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

La motivazione dell'autorizzazione paesaggistica può ritenersi adeguata quando risponde a un modello che contempli, in modo dettagliato, la descrizione:
1) dell'edificio mediante indicazione delle dimensioni, delle forme, dei colori e dei materiali impiegati;
2) del contesto paesaggistico in cui esso si colloca, anche mediante l'indicazione di eventuali altri immobili esistenti, della loro posizione e dimensioni;
3) del rapporto tra edificio e contesto, anche mediante l'indicazione dell'impatto visivo al fine di stabilire se esso si inserisca in maniera armonica nel paesaggio.
Lo afferma la VI Sezione del Consiglio di Stato con la sentenza 24 maggio 2016 n. 2176.

L'autorizzazione del Comune
Nella fattispecie il Comune di San Lazzaro di Savena, con riferimento alle opere abusive realizzate dall'appellante, per le quali era stata chiesta la sanatoria, ha rilasciato un'autorizzazione paesaggistica del tutto priva di motivazione, come ha evidenziato, nella sentenza appellata, il Tar Emilia Romagna, sede di Bologna, sezione II, n. 1910 del 21 ottobre 2009.
I giudici di Palazzo Spada - nel confermare la sentenza dei giudici amministrativi di Bologna - hanno dunque evidenziato che l'autorizzazione paesaggistica, rilasciata dall'ente locale delegato all'esercizio delle funzioni di tutela del vincolo paesistico, è espressione di valutazioni tecniche e deve contenere un'adeguata motivazione, sulla ritenuta compatibilità delle opere con il contesto tutelato, nella quale devono essere indicati i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione dell'amministrazione.

Il controllo della Soprintendenza
Nella sentenza in esame, si specifica che l'eventuale annullamento del nulla osta paesaggistico comunale, da parte della Soprintendenza, nell'esercizio della funzione di controllo della legittimità del nulla osta rilasciato dall'ente locale delegato, risulta riferibile a qualsiasi vizio di legittimità riscontrato nella valutazione formulata in concreto dall'ente territoriale, ivi compreso l'eccesso di potere in ogni sua figura sintomatica (sviamento, insufficiente motivazione, difetto di istruttoria e illogicità manifesta).
L'unico limite in tema di annullamento dell'autorizzazione paesaggistica è costituito dal divieto di effettuare un riesame complessivo delle valutazioni compiute dall'ente competente tale da consentire la sovrapposizione o sostituzione di una nuova valutazione di merito a quella compiuta in sede di rilascio dell'autorizzazione.
Ne consegue, in conclusione, che l'autorità statale può annullare i nulla osta paesaggistici rilasciati dai Comuni subdelegati rilevando la totale mancanza di motivazione o comunque l'insufficienza del giudizio di compatibilità paesaggistica formulato.


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