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Concessioni di servizi solo con bando pubblico

di Alberto Barbiero

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Gli enti locali possono aggiudicare le concessioni di servizi con procedure in parte semplificate, ma devono tener conto del rischio operativo del concessionario e dell'equilibrio economico-finanziario della gestione.
La nuova disciplina definita dal Dlgs 50/2016delinea un quadro essenziale di elementi che regolano le gare per l'affidamento in gestione di servizi nei quali gli operatori economici traggono la loro remunerazione dall'introito delle tariffe per le prestazioni rese.

La selezione
Gli articoli da 170 a 173 configurano la struttura della procedura selettiva, nell'ambito della quale le amministrazioni possono innestare le disposizioni regolative dei vari aspetti della gara tratte dalla parte I dalla parte II nuovo codice dei contratti pubblici.
Le amministrazioni devono peraltro considerare che l'impostazione più articolata della gara vale per le concessioni di valore superiore a 5.225.000 euro, mentre per il sottosoglia hanno margine di utilizzo delle procedure telematiche o delle procedure semplificate (passando per le centrali di committenza), in base all'applicazione degli articoli 36 e 37.
L'elemento di maggiore novità è l'obbligo di pubblicizzazione mediante un bando, il quale deve illustrare l'oggetto della concessione, la sua durata e i requisiti per la partecipazione degli operatori economici.

Schema semplificato per l'aggiudicazione
L'aggiudicazione delle concessioni è effettuata nel rispetto dei principi dell'articolo 30 e secondo uno schema semplificato, nel quale tuttavia devono essere esplicitati i criteri di valutazione delle offerte (anche se con la possibilità di derogare lo schema dell'articolo 95) e il loro termine di presentazione, che è individuato in 30 giorni dalla data di pubblicazione del bando.

L'analisi del rischio
Nell'impostazione della procedura l'elemento-chiave è il rischio operativo del concessionario: il gestore del servizio deve essere consapevole della sua possibile esposizione ad andamenti del mercato negativi, per i quali non potrà essere ausiliato dall'amministrazione aggiudicatrice.
Per neutralizzare il rischio, la concessione deve basarsi su un piano economico-finanziario che deve evidenziare l'equilibrio della gestione sia in termini di rapporto entrate-uscite sia, soprattutto, in relazione alla capacità di generare flussi di cassa con i quali far fronte agli investimenti.
L'equilibrio economico-finanziario della concessione è il presupposto per la corretta allocazione dei rischi e per consentire il suo raggiungimento, l'amministrazione può prevedere in gara una componente di remunerazione economica in forma di corrispettivo parziale o di utilizzo (con relativo sfruttamento economico) di beni immobili.

I criteri per durata ed esecuzione
L'analisi della complessità dei servizi da affidare e degli investimenti potenziali da realizzare si riflette sulla definizione della durata della concessione da porre in gara, tale da consentire il recupero degli investimenti stessi da parte del concessionario, sempre sulla base di un quadro esplicitato nel piano economico-finanziario. La durata originaria può essere prorogata, ma per le concessioni non viene ad essere prevista alcuna forma di rinnovo.
Il Codice dei contratti pubblici definisce (articolo 174) nuove regole anche in ordine all'esecuzione delle concessioni, stabilendo anzitutto il sistema di riferimento per il subappalto: la nuova disciplina impone all'operatore economico che voglia utilizzarlo di dichiarare in sede di offerta le parti della concessione che intende subaffidare a terzi.
Il Dlgs 50/2016 configura anche un quadro normativo (art. 175) molto dettagliato per la regolamentazione delle varianti, stabilendo le condizioni in base alle quali possono essere apportate modifiche alla concessione in corso di esecuzione.


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