Edilizia e appalti

I casi e le soluzioni per gli Enti locali

di Vittorio Italia

APPALTI
Revisore prezzi e giurisdizione
Spetta alla giurisdizione del Giudice ordinario la controversia tra una società e la Pubblica amministrazione in tema di revisione prezzi, causata dai costi più rilevanti dell'orario di lavoro dei dipendenti, a causa di un accordo sindacale stipulato dopo il contratto di appalto.
Tar Campania, Napoli, sezione 8, sentenza 21 aprile 2016, n. 2111
La sentenza ha affermato che la pretesa dell'appaltatore di ottenere l'adeguamento del prezzo in base alle modifiche contrattuali intervenute, riguarda un diritto soggettivo in un rapporto che è paritetico, e non autoritativo.

Costi per sicurezza e indicazione generica
È da escludere dalla gara la società che ha indicato i costi per la sicurezza in modo generico e contraddittorio, in contrasto con quanto stabilito dal bando di gara.
Tar Veneto, sezione 1, sentenza 26 aprile 2016, n. 440
La sentenza ha ritenuto che la dichiarazione che «non vi era alcun costo, perché si trattava di attività commerciali», e che «i costi per la sicurezza erano circa lo 0,05 del giro d'affari» erano generiche e contraddittorie.

Campionatura e seduta pubblica
La campionatura nelle gare di appalto è esemplificativa dell'offerta, non fa parte di essa, e non vi è quindi alcun interesse pubblico a che l'apertura delle campionature avvenga in seduta pubblica.
Consiglio di Stato, sezione 3, sentenza 26 aprile 2016, n. 1612
La sentenza ha precisato anche che queste operazioni materiali, che hanno a oggetto molti ingombranti campioni sono complesse, richiedono parecchio tempo, e rallenterebbero senza alcuna utilità la fase della seduta pubblica.

Esclusione per una sola referenza bancaria
È legittima l'esclusione di una società dalla gara perché essa, per dimostrare la capacità economica e finanziaria, ha presentato soltanto una referenza bancaria, al posto delle due che erano richieste dal bando.
Tar Lazio, Latina, sezione 1, sentenza 26 aprile 2016, n. 269
La sentenza ha precisato che la mancata o non idonea presentazione della seconda referenza non consentiva all'Amministrazione appaltante di far ricorso all'integrazione documentale, perché questi documenti riguardavano requisiti essenziali, e dovevano essere prodotti a pena di esclusione.

Gara con un solo concorrente
È illegittimo l'annullamento in autotutela di una procedura a evidenza pubblica, se: alla gara sono state presentate solo due offerte, l'aggiudicatario è stato escluso per irregolarità, ed è rimasto in gara soltanto un concorrente.
Tar Campania, Napoli, sezione 8, sentenza 28 aprile 2016, n. 2156
La sentenza ha motivato che non si può applicare l'articolo 69 del Rd 827/1924 (che vieta l'aggiudicazione se è stata presentata una sola offerta) alla diversa ipotesi in cui l'unica offerta è la conseguenza dell'esclusione degli altri concorrenti per aver violato la procedura concorsuale.

Escussione dalla cauzione
È legittima la delibera della Pubblica amministrazione di «escutere» la fideiussione prestata a garanzia, a seguìto del rifiuto della società aggiudicataria di stipulare il contratto.
Tar Lazio, Roma, sezione 1, sentenza 26 aprile 2016, n. 4758
La sentenza ha affermato che era ininfluente l'argomento che la società aveva rinunciato all'appalto a causa di «tensioni tra la popolazione», che era preoccupata e manifestava contrarietà, perché l'appalto riguardava la costruzione e la gestione di una discarica.

L'immodificabilità delle offerte
Il principio dell'immodificabilità dell'offerta non riguarda tutti gli aspetti di essa, ma quelli essenziali, economici e tecnici.
Tar Lazio, Roma, sezione 2-ter, sentenza 29 aprile 2016, n. 4903
La sentenza ha precisato che tra questi aspetti essenziali si devono considerare la modifica e la determinazione delle singole voci di costo che non dipendono da cambiamenti normativi o da originari errori di calcolo.

Revoca e interdittiva antimafia
La stazione appaltante, se è stata emessa l'interdittiva antimafia, ha l'obbligo di revocare il contratto di appalto, fino a quando non sia emanato il provvedimento di temporanea e straordinaria gestione adottato dal Prefetto in base all'articolo 32, della legge 11 agosto 2014, n. 114.
Consiglio di Stato, sezione 3, sentenza 28 aprile 2016, n. 1630
La sentenza ha poi precisato che non vi è obbligo di revoca quando si verificano le ipotesi del comma 3, dell'articolo 94 del Dlgs 159/2011, che per esempio consente alla stazione appaltante di non procedere alla revoca se l'opera è in corso di ultimazione.

Progetto esecutivo e relazione geologica
Il progetto esecutivo deve necessariamente comprendere la relazione geologica, anche se il bando di gara non lo stabilisce espressamente.
Consiglio di Stato, sezione 5, sentenza 21 aprile 2016, n. 1595
La sentenza ha precisato che l'articolo 35 comma 1 del Dpr 207/2010 (che prevede che il progetto esecutivo deve contenere almeno le medesime relazioni specialistiche contenute nel progetto definitivo), deve essere interpretato secondo il «combinato disposto» con l'articolo 26, comma 1, lettera a), che prevede l'obbligo della relazione geologica.

Subappalto necessario
È illegittima l'aggiudicazione di un'Ati (Associazione territoriale d'impresa) che in riferimento ai servizi cimiteriali era priva dell'abilitazione per l'esercizio dell'impianto di cremazione.
Tar Toscana, sezione 1, sentenza 27 aprile 2016, n. 710
La sentenza è rilevante perché ha stabilito una puntuale qualificazione del «subappalto necessario», che si verifica quando l'appaltatore non è in possesso delle qualificazioni per svolgere determinate prestazioni, e deve subappaltarle ad altre imprese, ma è stato precisato che ciò può avvenire nei limiti in cui è consentito in via generale il subappalto.

SERVIZI AEROPORTUALI
Avvolgimento bagagli e competenza giurisdizionale

Il servizio di avvolgimento dei bagagli con pellicola protettiva nell'aeroporto di Roma Leonardo Da Vinci, riguarda un contratto di diritto privato, e le controversie su questo servizio sono di competenza dell'Autorità giudiziaria ordinaria.
Corte di Cassazione, sezioni unite civili, 18 aprile 2016, n. 7663
La sentenza ha precisato che tale rapporto privatistico esiste anche se il servizio si svolge in un'area di pertinenza aeroportuale e il rapporto - al quale è estranea la Pubblica amministrazione - è tra il concessionario e il terzo privato.

CASELLI AUTOSTRADALI
Presidio fisico dell'operatore È illegittimo il provvedimento che ha imposto al concessionario autostradale l'obbligo di garantire la presenza fisica di un operatore presso le stazioni/caselli di «esazione» per 24ore, come un presidio fisico nelle stazioni e nei caselli.
Tar Lazio, Roma, sezione 3, sentenza 27 aprile 2016, n. 4786
La sentenza ha argomentato che tale provvedimento - che aveva la finalità di intervenire in favore degli utenti in caso di necessità - era carente di istruttoria e di motivazione.

CIRCOLAZIONE STRADALE
Zona a Traffico Limitato (ZTL) e Farmacia

Sono illegittimi i provvedimenti del Dirigente della Polizia municipale che ha stabilito una ZTL (Zona a Traffico Limitato) nel Comune, ha chiuso una piazza e una via del centro storico al traffico veicolare, e non ha preso in considerazione le esigenze di una Farmacia che era presente nella piazza e le esigenze della popolazione verso questo servizio sanitario.
Tar Molise, sezione 1, sentenza 21 aprile 2016, n. 185
La sentenza ha affermato che si doveva considerare la frequenza della fornitura dei farmaci e le esigenze della clientela, specie per trasporti di prodotti voluminosi, quali le bombole per l'ossigeno.

EDILIZIA
Pergotende e permesso di costruire

La pergotenda (struttura di alluminio anodizzato che ospita una tenda retrattile in materiale plastico comandata elettricamente) costituisce un elemento di arredo del terrazzo sul quale si appoggia, e non richiede il permesso di costruire.
Consiglio di Stato, sezione 6, sentenza 27 aprile 2016, n. 1619
La sentenza ha però precisato che nell'ipotesi che la pergotenda sia chiusa ai lati da lastre di vetro mobili, con supporti che scorrono su binari e da un vetro fisso (timpano), l'opera costituisce nuova costruzione e richiede il permesso di costruire.

COMMERCIO
Buona condotta e licenza commerciale

È illegittimo il diniego del Questore alla domanda per l'autorizzazione alla vendita commerciale a domicilio, motivata con precedenti condanne penali, se tali condanne risalivano a 20 anni prima, avevano stabilito la sospensione condizionale, e da quella data l'interessato non aveva commesso reati.
Tar Emilia Romagna, Bologna, sezione 1, sentenza 20 aprile 2016, n. 439
La sentenza ha precisato che, in base al comma 4 dell'articolo 71 del Dlgs 59/2010 non si poteva applicare il divieto di esercizio dell'attività commerciale di vendita, «perché non sussistono le condizioni per una revoca della sospensione condizionale della pena».

ORDINANZA
Emanata dopo 3 anni dall'evento franoso

È illegittima l'ordinanza d'urgenza del Sindaco che ha ordinato al proprietario di mettere in sicurezza una scarpata a ridosso dal ciglio stradale, interessata da un movimento franoso, dopo oltre tre anni dalla frana originaria.
Tar Toscana, sezione 1, sentenza 22 aprile 2016, n. 670
La sentenza ha esattamente motivato che il lungo lasso di tempo lasciato correre dall'amministrazione rispetto all'evento alluvionale ha comportato che mancavano i presupposti dell'ordinanza atteso che la situazione di pericolosità era ben prevista da tempo e appariva tutt'altro che imminente.

CONCORSO UNIVERSITARIO
Commissione di concorso

È illegittima la delibera del Consiglio di Dipartimento Universitario che, annullando una precedente deliberazione della Commissione esaminatrice, ha avocato a sé la competenza della valutazione, e ha conferito l'incarico di insegnamento universitario.
Tar Friuli Venezia Giulia, Trieste, sezione 1, sentenza 22 aprile 2016, n. 150
La sentenza ha censurato - tra le varie illegittimità - la singolarità di una Commissione di concorso composta da molti componenti (centoundici, quanti erano i componenti del Consiglio), e la valutazione che non è stata espressa dalla precedente Commissione esaminatrice nella sua collegialità, utilizzando la media numerica dei voti attribuiti da ogni Commissario.

DASPO
Calciatore che da un pugno a uno spettatore

È legittimo il provvedimento del Questore che ha vietato l'accesso alle manifestazioni sportive per un anno ad un calciatore che, rientrato negli spogliatoi, ha colpito con un pugno al volto uno spettatore con il quale aveva avuto uno scontro verbale.
Tar Sardegna, sezione 1, sentenza 22 aprile 2016, n. 373
La sentenza ha motivato che il Daspo è una misura di prevenzione, basata su un giudizio di pericolosità che può essere costituito da semplice attività indiziaria e da valutazione di circostanze di portata generale e di significato tendenziale, o da contesti che sono significativi nel loro complesso, e le circostanze di questo episodio sono come un «caso di scuola» che giustificano l'operato
dell'amministrazione.

BENI PUBBLICI
Alienazione e giurisdizione

Le controversie che riguardano la vendita di beni effettuata mediante un fondo patrimoniale sono di competenza dell'Autorità giudiziaria ordinaria.
Consiglio di Stato, sezione 5, sentenza 14 aprile 2016, n. 1486
La sentenza ha precisato che le posizioni giuridiche che possono essere violate dagli atti del gestore del Fondo non sono equiparabili agli interessi legittimi, la cui tutela giurisdizionale è attribuita al Giudice amministrativo.

CONCORSO PUBBLICO
Valutazione di un solo Commissario
È illegittimo il concorso pubblico se risulta che numerosi candidati sono stati giudicati in base alla lettura degli elaborati (o anche di uno solo di tali elaborati) da un singolo commissario.
Consiglio di Stato, sezione 4, sentenza 13 aprile 2016, n. 1446
In tal modo - ha motivato la sentenza - si è violato il principio del collegio perfetto, che è alla base dell'attività di ogni Commissione di concorso.

Esclusione per «alopecia»
È legittima l'esclusione di una candidata dal concorso per Commissario di polizia se è stato confermato, con visita medica, che essa soffriva di alopecia (malattia cronica della cute con perdita di capelli) e aveva un tatuaggio in una zona del collo non coperta dall'uniforme.
Consiglio di Stato, sezione 4, sentenza 29 aprile 2016, n. 1640
La sentenza ha fermato l'attenzione sul problema dell'alopecia, e sull'articolo 3 del Dm 198/2003 che stabilisce che sono cause di non idoneità al servizio di polizia «le alterazioni congenite od acquisite croniche della cute … estese o gravi … che determinino alterazioni funzionali o fisiognomiche».

COMUNE
Soppressione dell'Ufficio legale

È illegittima la soppressione dell'Ufficio legale comunale, e la sua sostituzione con un Ufficio di consulenza interna, se non è stato preventivamente informato il sindacato.
Tar Lombardia, Milano, sezione 3, sentenza 26 aprile 2016, n. 811
La sentenza ha richiamato l'articolo 5 comma 2 del Dlgs 165/2001, che stabilisce che l'organizzazione degli uffici è stabilita dagli organi preposti alla gestione con la capacità e i poteri del privato datore di lavoro «fatti salvi la sola informazione ai sindacati per le determinazioni relativa all'organizzazione degli uffici».

CITTÀ METROPOLITANE
Subentro della Provincia e Difensore civico

È legittima la nomina del Difensore civico della Provincia che ha stabilito che la nomina aveva effetto sino alla data della cessazione delle funzioni della Provincia.
Consiglio di Stato, sezione 5, sentenza 29 aprile 2016, n. 1653
La sentenza ha precisato che è ininfluente il fatto che lo statuto della Provincia prevedeva la durata triennale della carica del Difensore civico, perché in caso contrario la Città metropolitana non avrebbe avuto la potestà di prevedere il Difensore civico con le specifiche e nuove funzioni.

ANTIMAFIA
Informativa interdittiva

È legittimo il divieto, imposto a una società che operava nel settore dell'importazione ed esportazione di indumenti usati, di proseguire nell'attività di recupero dei rifiuti, a seguìto di un'informativa interdittiva nei confronti dell'amministratore di questa società.
Consiglio di Stato, sezione 3, sentenza 28 aprile 2016, n. 1632
La sentenza ha motivato che le situazioni di fatto di infiltrazioni mafiose, che determinano l'informativa, possono essere derivate dalle misure cautelari per i delitti di cui all'articolo 51, comma 3-bis, del Codice di procedura penale, che comprende espressamente il delitto di cui all'articolo 260 del Dlgs 152/2006 (che riguarda, tra l'altro, la cessione, il trasporto ecc., di ingenti quantitativi di rifiuti).


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