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Acquisti, sopra i 40mila euro serve la qualificazione Anac

di Alberto Barbiero

Gli enti locali devono acquisire beni e servizi di valore inferiore alla soglia comunitaria ricorrendo ai mercati elettronici o alle piattaforme telematiche, ma con le nuove regole in arrivo per le procedure di valore superiore ai 40mila euro dovranno ottenere la qualificazione dall'Anac.
Il nuovo Codice degli appalti delinea un sistema con due articolazioni di valore, collegando la regola generale all'obbligo previsto dall'articolo 1, comma 450 della legge 296/2006 . Lo schema del nuovo sistema prevede una prima fascia entro i 40mila euro, nella quale l'ente può procedere all'acquisto di beni e servizi mediante affidamento diretto, dovendo fare ricorso agli strumenti elettronici o in alternativa aderire alle convenzioni-quadro (in entrambi i casi con lo strumento dell'ordine diretto).
Nella fascia superiore a 40mila euro e inferiore a 209mila la stazione appaltante, con adeguata qualificazione, deve utilizzare gli strumenti di negoziazione messi a disposizione da Consip o dai soggetti aggregatori regionali (quindi effettuando una richiesta di offerta): in tal caso la soddisfazione dell'obbligo (congiunto con quello stabilito dal comma 450) consente all'ente di gestire autonomamente l'acquisto.
Solo se questi strumenti non sono disponibili, la Pa ha margine per procedure tradizionali, che tuttavia deve realizzare con il ricorso alla centrale di committenza o comunque con percorsi ordinari (gara).
Il quadro viene così razionalizzato con un impulso all'utilizzo dei mercati elettronici e delle piattaforme telematiche, lasciando uno spazio limitato alle procedure tradizionali.
La novità più significativa è rinvenibile nella condizione fondamentale affinché la stazione appaltante possa operare in proprio nella fascia tra i 40mila euro e la soglia comunitaria, costituita dall'ottenimento della qualificazione, attraverso il percorso che sarà disegnato con un decreto (su proposta dell'Anac) in base ai criteri definiti nel Codice.
In termini operativi, le amministrazioni possono approfittare del periodo transitorio (che decorrerà dall'entrata in vigore del nuovo Codice fino alla definizione del sistema di qualificazione con decreto ministeriale) per analizzare la loro organizzazione per la gestione delle fasi dei processi di acquisto, ma anche per potenziare la formazione degli operatori e comporre l'assetto organizzativo con le misure anticorruzione.
Molta attenzione deve essere posta anche in relazione agli obblighi di acquisto che derivano dalle norme in materia di riorganizzazione della spesa.
Anzitutto, la nuova disciplina va coordinata con l'articolo 1, comma 7 del Dl 95/2012, che per alcune categorie merceologiche (telefonia, carburanti, energia e gas, combustibili per riscaldamento) prevede il ricorso alle convenzioni Consip e ai soggetti aggregatori regionali, ma pone come prima alternativa l'utilizzo degli strumenti elettronici (aspetto che favorisce chi può disporre di piattaforme telematiche o di mercati elettronici non a catalogo). Altrettanta attenzione deve essere posta dalle amministrazioni in relazione all'obbligo di approvvigionamento presso i soggetti aggregatori per alcune tipologie di beni e servizi in rapporto a specifiche soglie, individuate entrambe dal Dpcm 24 dicembre 2015, attuativo dell'articolo 9, comma 3 della legge 89/2014: tra queste rientrano i servizi di pulizia e manutentivi (per i quali gli enti possono operare solo sino alla soglia comunitaria), ma anche quelli di guardiania (per i quali la soglia di acquisto autonomo è fissata a 40mila euro)


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