Home  › Edilizia e appalti

Stazioni appaltanti, nove requisiti per la qualificazione

di Susy Simonetti e Stefania Sorrentino

Q
E
L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Il nuovo codice appalti si basa su elevati standard di qualità delle stazioni appaltanti e degli operatori economici. La qualificazione delle stazioni appaltanti, in particolare, diretta a valutarne l'effettiva capacità tecnico-organizzativa sulla base di parametri obiettivi, è il vero pilastro della riforma scaturita dalle direttive e dalla legge delega, che accrescendo i livelli di efficienza, punta ad assicurare la piena legalità dell'azione amministrativa.
All'articolo 38 del codice è prevista l'istituzione, presso l'Anac, di uno specifico elenco delle stazioni appaltanti qualificate, specificando che l'attributo è conseguito in rapporto alla tipologia e alla complessità del contratto e per fasce d'importo. I requisiti tecnico-organizzativi per l'iscrizione nell'elenco sono definiti con un decreto successivo, in applicazione dei criteri di qualità, efficienza e professionalizzazione.
Le stazioni appaltanti devono impegnarsi in effettivi processi di riorganizzazione per acquisire i requisiti necessari alla qualificazione e concretizzare, in questo modo, un salto di qualità rispetto al passato, anche attraverso il ricorso a un uso più flessibile degli strumenti e a modalità innovative nella gestione e nell'esecuzione degli affidamenti.

I nove requisiti
Quattro i «requisiti di base»: strutture organizzative stabili, presenza di dipendenti con specifiche competenze, sistemi di formazione e aggiornamento del personale, numero di gare svolte nel triennio.
Cinque i «requisiti premianti»: valutazione positiva dell'Anac sull'attuazione di misure di prevenzione dei rischi di corruzione e promozione della legalità, sistemi di gestione della qualità degli uffici e dei procedimenti di gara, disponibilità di tecnologie telematiche nella gestione delle gare, livello di soccombenza del contenzioso, applicazione di criteri di sostenibilità ambientale e sociale.
La qualificazione conseguita dura cinque anni. L'Anac individua i casi in cui può essere disposta la qualificazione con riserva, per consentire alla stazione appaltante di acquisire la capacità tecnico/organizzativa richiesta.

Premi e sanzioni
Sono previste misure sanzionatorie e altre premiali. Le prime prevedono il diniego del rilascio del codice unico di gara per le stazioni appaltanti che procedono all'acquisizione di beni, servizi e lavori non rientranti nella qualificazione conseguita; le seconde sono destinate ad alimentare il fondo per la remunerazione del risultato dei dirigenti e dei dipendenti che si occupano dei procedimenti di gara.
La qualificazione, più che uno strumento meramente certificativo, deve assumere un effetto incentivante: la progressiva crescita in termini di qualità e di maggiori capacità delle stazioni appaltanti, all'interno di un sistema strutturato, consentirà, in relazione al grado di qualificazione conseguito, di gestire contratti di sempre maggiore complessità.
In un simile scenario ha rilievo il riferimento all'articolo 38 contenuto nel comma 12 dell'articolo 84 «Sistema unico di qualificazione degli esecutori di lavori pubblici», che prevede l'emanazione di un decreto specifico del ministro delle Infrastrutture e dei trasporti finalizzato all'individuazione di modalità di qualificazione anche alternative o sperimentali di stazioni appaltanti particolarmente qualificate, «per migliorare l'effettività delle verifiche e conseguentemente la qualità e la moralità delle prestazioni degli operatori economici, se del caso attraverso un graduale superamento del sistema unico di qualificazione degli esecutori di lavori pubblici».


© RIPRODUZIONE RISERVATA