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Appalti, con il nuovo codice tempi stretti per i ricorsi

di Antonella D'Angelo e Susy Simonetti

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Ilnuovo codice degli appalti innova l'articolo 120 del codice del processo amministrativo al fine di razionalizzare i giudizi in materia di gare pubbliche. Parole chiave alla base della struttura delle nuova formulazione codicistica sono: efficienza, celerità, pubblicità e trasparenza. Viene previsto un procedimento decisionale più certo e rapido per determinati vizi degli atti di affidamento considerati immediatamente lesivi.

Le nuove procedure veloci
I vizi relativi a:
• composizione della commissione di gara
• ammissione e esclusione dalla gara per carenza dei requisiti soggettivi, economico-finanziari e tecnico-professionali
sono ricorribili, entro 30 giorni decorrenti dalla loro pubblicazione online, al giudice amministrativo.
La mancata impugnazione nei termini preclude la possibilità di far valere l'illegittimità nei successivi atti della procedura di gara, anche con ricorso incidentale.
Novità assoluta è l'introduzione, per i ricorsi dei vizi sopra elencati, di un rito speciale camerale presso il Tar, da tenersi entro trenta giorni dalla scadenza del termine per la costituzione delle parti. Solo su richiesta delle parti il ricorso è definito in udienza pubblica.
Il procedimento in camera di consiglio è strutturalmente connotato da requisiti che ne fanno uno strumento di accesso alla giurisdizione duttile e semplificato. Ai fini acceleratori inoltre vengono definiti termini strettissimi per la produzione e per il deposito di documenti, memorie e repliche.
Nello specifico le parti possono rimettere documenti fino a dieci giorni, memorie fino a sei giorni e repliche fino a tre giorni liberi. La camera di consiglio o l'udienza possono essere rinviate solo per nuove esigenze istruttorie, per l'estensione del contradditorio o per proporre motivi aggiunti.

Il deposito della sentenza
Rilevante appare anche la disposizione per la quale il Tar è tenuto al deposito della sentenza che definisce il giudizio entro sette giorni dall'udienza (termine attuale 30 giorni), con possibilità di chiedere la pubblicazione del dispositivo entro due giorni.
Quanto sopra, a parere di chi scrive, trova la propria giustificazione in ragioni di economia processuale: il deposito della sentenza in breve termine, nonché la possibilità di un dispositivo immediato rispondono all'esigenza di ottenere la cristallizzazione della decisione e l'immediata formazione del titolo esecutivo.

Il ruolo dell'Anac
La speditezza delle procedure di aggiudicazione ed esecuzione dei contratti ha ispirato la previsione di metodi di risoluzione delle controversie alternativi rispetto al rimedio giurisdizionale, nei quali emerge la centralità del ruolo dell'Anac, quali:
• l'estensione dell'accordo bonario anche ai contratti di fornitura di beni e servizi;
• la nuova previsione di un collegio consultivo tecnico da costituire con accordo delle parti, con funzioni di prevenzione e assistenza;
• l'arbitrato e il collegio arbitrale nominato e gestito dall'Anac, con esclusione dei magistrati e degli avvocati dello Stato dall'elenco degli arbitri;
• la transazione quale soluzione residuale;
• i pareri di precontenzioso dell'Anac con carattere vincolante per le parti.
Tale impostazione fornisce una chiara e apprezzabile spinta alla deflazione del contenzioso in materia di appalti, garantendo nel contempo efficacia e tempi certi nell'esecuzione dei contratti, con auspicabili riflessi per la ripresa economica.


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