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Codice appalti: Anci, bene nuovo impianto ma servono correttivi

di Redazione Anci

In sede di Conferenza Unificata tenutasi nei giorni scorsi e avente a oggetto il parere sul nuovo codice degli appalti, l'Anci, pur condividendo l'impianto generale del provvedimento che mira a una valorizzazione del processo di qualificazione e aggregazione delle stazioni appaltanti e centrali uniche di committenza, ha tuttavia ribadito la necessità di correttivi al testo nello spirito di rendere di più facile attuazione le disposizioni stesse.

Gli emendamenti Anci
«In particolare – ha dichiarato il delegato a Lavori pubblici, urbanistica e politiche abitative dell'Associazione dei Comuni, Alessandro Bolis, - l'Anci ha ripresentato proposte emendative già formulate in sede tecnica e rimesse alla valutazione politica. Parliamo – ha spiegato – di un periodo transitorio più lungo e adeguato all'introduzione di una riforma, che lo stesso Ministro ha definito copernicana, e quindi con obblighi di adeguamento organizzativi e gestionali di notevole impatto. Abbiamo poi chiesto – ha continuato Bolis – la eliminazione, per le soglie di appalti pubblici definite "infrasoglia" e comprendenti ad esempio lavori da 150.000 a 1.000.000 di euro, dell'obbligo di qualificazione consentendo così alle stazioni appaltanti di procedere a gara ad evidenza pubblica in modo autonomo, attraverso l'utilizzo di strumenti telematici di negoziazione messi a disposizione da centrali di committenza qualificate ovvero, in alternativa, di procedere attraverso "propri" strumenti telematici di negoziazione». Altra richiesta avanzata da Bolis per conto dell'Associazione è quella di un «innalzamento della soglia degli appalti di lavori per i quali è possibile il ricorso al criterio di aggiudicazione del minor ribasso unicamente, per consentire la possibilità di esclusione automatica delle offerte anormalmente basse in numero superiore a 10. Infine abbiamo ribadito la necessità di una riformulazione dell'esclusione del ricorso all'appalto integrato».
Rispetto ad altri emendamenti già accolti in sede tecnica - come la possibilità di utilizzare gli elenchi vigenti degli operatori economici nella fase transitoria degli appalti sottosoglia, la modifica del ruolo e funzioni del RUP che andrà designato anche per le centrali uniche di committenza o aggregazioni di stazioni appaltanti o la possibilità di usufruire degli incentivi di cui all'articolo 113 anche dal personale delle stesse centrali uniche di committenza o la previsione della possibilità di reintrodurre i lavori di somma urgenza legati non solo a eventi di protezione civile ma anche a ordinanze sindacali - si è in attesa della riformulazione dei testi.


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