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Abuso edilizio su beni culturali, per l'ordine di demolizione è necessario il parere del ministero

di Daniela Casciola

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

In caso di abuso edilizio relativo a beni immobili sottoposti al vincolo dei beni culturali, nel procedimento di emissione dell'ordine di demolizione deve essere coinvolto anche il ministero. La Corte di cassazione, con la sentenza n. 8186, depositata ieri, annulla con rinvio una ordinanza del Tribunale di Foggia con cui il giudice per le indagini preliminari aveva rigettato un ordine di demolizione in relazione a illeciti compiuti «su beni culturali» ai sensi dell'articolo 169 del Dlgs 42/2004.

I fatti
Stando a quanto sostenuto dal responsabile del reato, il Gip avrebbe «esorbitato la propria competenza» nell'ingiungere l'ordine di demolizione sostituendosi al soggetto legittimamente competente e cioè il ministero dei beni culturali.

La decisione
La Cassazione parte con il riconoscere al giudice il potere di ordinare la «rimessione in pristino» dello stato dei luoghi una volta accertata la tutela dei beni culturali.
Premesso questo, bisogna però tenere presente il valore del vincolo culturale e il rischio che la seppur doverosa rimozione degli effetti di un illecito penale può comportare una operazione di questo genere sul patrimonio culturale.
È la stessa ratio che muove la disciplina della conservazione dei beni culturali nell'ambito della quale viene riconosciuto un ruolo di primario rilievo al ministero dei beni e delle attività culturali e al soprintendente competente per territorio. Sono appunto questi i soggetti che devono intervenire, data la particolare tecnicità della materia, per garantire che gli interventi vengano svolti sotto il controllo di organi competenti.
Ad esempio, il ministero può imporre al proprietario, possessore o detentore a qualsiasi titolo gli interventi necessari per assicurare la conservazione dei beni culturali, ovvero provvedervi direttamente.
E proprio a questa disciplina - regolata dagli articoli 32, 33 e 34 del Codice dei beni culturali - fa ricorso la Cassazione per assimilarla al caso specifico e di specie della demolizione di un abuso. Anche in questo caso pare legittimo e conveniente la "presenza" del ministero a garanzia che nell'intento di eliminare il malfatto non si compiano danni ulteriori.
La Cassazione, dunque, chiede che vengano meglio specificati i termini dell'ordine di demolizione con «evidente richiamo all'intervento degli organi preposti alla tutela del vincolo culturale violato».


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