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Appalto di servizi informatici, il bando di gara deve prevedere la «demo» del programma

di Claudio Carbone

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Nelle procedure di aggiudicazione dei servizi informatici, prevedere nel bando di gara la valutazione della versione dimostrativa di un programma (demo), è un presupposto indispensabile per considerare l'offerta conforme alle specifiche tecniche previste dall'amministrazione. La rispondenza dell'offerta al bando, infatti, non può essere rinviata alla fase successiva del collaudo delle caratteristiche tecniche della fornitura ovvero all'eventuale loro implementazione in fase di esecuzione dell'appalto, perché ciò significa vanificare il confronto competitivo tra più offerte, il quale deve avvenire necessariamente in sede di gara.
Questi i principi fissati dal Consiglio di Stato con la sentenza n. 633/2016, che ha riformato la decisione del Tar sull'affidamento di una fornitura informatica dopo aver accertato che questa non ha raggiunto la soglia di idoneità tecnica minima fissata dalla stazione appaltante, con riferimento alle caratteristiche qualitative e di prestazione del prodotto o servizio.

Istruttoria superficiale
Dagli atti di causa emerge chiaramente la superficialità dell'istruttoria condotta dalla commissione di gara, che attraverso il ricorso a esperti informatici avrebbe dovuto assicurarsi della validità dell'offerta e addirittura escluderla in caso di accertamento della sua difformità, senza nemmeno valutarla per l'attribuzione del punteggio e della comparazione con le altre offerte.
La sentenza 633/2016 del Consiglio di Stato, nel richiamare la propria costante giurisprudenza per effetto della quale le difformità essenziali nell'offerta tecnica rivelano l'inadeguatezza del progetto proposto dall'impresa offerente rispetto a quello posto a base di gara, per la mancanza di un elemento essenziale per la formazione dell'accordo necessario per la successiva stipula del contratto d'appalto (Sezione III, 21 ottobre 2015 n. 4804 e 1° luglio 2015 n. 3275; Sezione V, 23 settembre 2015 n. 4460), aggiunge che tale causa di esclusione non è in contrasto con il principio di tassatività previsto dall'articolo 46, comma 1-bis, del codice dei contratti pubblici, atteso che tale norma riguarda il mancato rispetto di adempimenti solo documentali o formali o privi, comunque, di una base normativa espressa, e non già l'accertata mancanza dei necessari requisiti dell'offerta che erano stati richiesti per la partecipazione alla gara. Palazzo Spada giunge a queste conclusioni dopo aver:
a) disposto la verifica della demo;
b) accertato l'esistenza di uno specifico articolo del disciplinare di gara che prevedeva espressamente che la valutazione tecnica sarebbe stata fatta dopo una dimostrazione (pena l'esclusione dalla gara), con l'obbligo di predisporre una demo della suite gestionale offerta, accessibile da internet in modalità web, utilizzando uno qualsiasi dei dispositivi client della stazione appaltante collegati ad internet, senza modificare in alcun modo la configurazione dell'infrastruttura tecnologica e di rete del Comune richiedente;
c) verificato che la demo costituisse parte integrante e sostanziale dell'offerta tecnica;
d) ritenuto non censurabile, in base a queste chiare disposizioni di lex specialis, la scelta del verificatore di sperimentare il funzionamento della demo dell'aggiudicataria, così ripercorrendo il procedimento valutativo effettuato dalla commissione giudicatrice.


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