osservatorio anci-ifel

Riaperti i termini per le richieste degli enti locali al Demanio sui beni dello Stato a titolo non oneroso

di Carmelina Cicchiello (*)

Una delle novità introdotte dalla legge di conversione del Dl Milleproroghe, che la settimana scorsa è stato approvato dalla Camera con voto di fiducia e che ora è all'esame del Senato, è la riapertura dei termini in favore dei Comuni per la presentazione all'agenzia del Demanio delle richieste di attribuzione dei beni dello Stato a titolo non oneroso.
Un emendamento all'articolo 10, comma 6, introdotto in sede referente alla Camera, ha definito un nuovo arco temporale entro il quale i Comuni possono attivare le procedure di trasferimento di beni immobili dallo Stato analogamente a quanto avvenuto nel periodo 1 settembre - 30 novembre 2013 con l'articolo 56-bis del Dl 69/2013 (Federalismo demaniale).

La procedura
Ricordiamo che l'articolo 56-bis del Dl 69/2013 ha previsto un nuovo meccanismo di trasferimento di beni immobili di proprietà dello Stato, demaniali e patrimoniali, in favore di Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni che ne facciano richiesta (riconoscendo priorità ai primi).
La procedura prevede un'interlocuzione diretta tra gli enti richiedenti e agenzia del Demanio, attraverso una verifica delle effettive esigenze ovvero delle opportunità di utilizzo degli immobili. Nel caso in cui le richieste riguardino immobili assegnati alle amministrazioni dello Stato, l'agenzia svolge specifiche attività di verifica dell'effettiva sussistenza delle esigenze istituzionali all'utilizzo dell'immobile. Eseguiti i necessari accertamenti, comunica all'ente interessato l'esito delle verifiche. Se il parere è favorevole, dopo aver svolto le attività tecnico-amministrative e acquisita la delibera del Comune che conferma la volontà di voler entrare in possesso del bene, il procedimento si conclude con un provvedimento, sempre del Demanio, che trasferisce la proprietà dell'immobile a titolo non oneroso.

I numeri della prima finestra temporale
Un po' di numeri rispetto alle domande già presentate nella prima finestra temporale prevista dalla norma. Le richieste presentate da Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni di acquisizione di beni immobili dello Stato dal 1° settembre 2013 fino al 30 novembre 2013 sono state 9.367 su tutto il territorio nazionale. Di queste, al 29 gennaio 2016, 5.648 istanze sono state accolte, 3.608 sono state ritenute inammissibili per insussistenza dei presupposti e 111 sono ancora in via di definizione in quanto presentano caratteri di complessità.
Per le restanti istanze l'Agenzia del Demanio è in attesa di ricevere, da parte degli enti richiedenti, le delibere propedeutiche all'emissione del provvedimento di trasferimento. Per conoscere e rimuovere eventuali ostacoli e/o difficoltà che impediscono ai richiedenti di confermare la volontà di acquisire i beni, l'Anci invierà a breve una nota informativa a supporto del procedimento istruttorio degli enti interessati.

Beni non trasferibili
Per le nuove domande, si ricorda che non possono essere trasferiti i beni: in uso per finalità dello Stato o per quelle in materia di razionalizzazione degli spazi e di contenimento della spesa; per i quali siano in corso procedure volte a consentirne l'uso per le medesime finalità; per i quali siano in corso operazioni di valorizzazione o dismissione in base all'articolo 33 del Dl 98/2011.
Potranno essere richiesti, invece, beni che non sono stati già cercati in occasione della finestra settembre-novembre 2013, oppure immobili che hanno modificato la loro natura (sono stati oggetto di sdemanializzazione) per cui, per esempio, tre anni fa appartenevano al demanio marittimo, ma oggi rientrano in quello disponibile.

(*) Responsabile Ufficio patrimonio, politiche abitative e demanio Anci


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