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Nelle gare requisiti generali e speciali necessari per tutta la durata del contratto

di Federico Gavioli

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 76 del 13 gennaio 2016, ha accolto il ricorso di una cooperativa nei confronti della Regione, che con un proprio provvedimento aveva aggiudicato una importante gara a un Rti privo dei requisiti di regolarità contributiva. Nel caso in esame, osservano i giudici di Palazzo Spada è del tutto ininfluente la circostanza che la perdita dei requisiti di regolarità contributiva risulti ascrivibile a una società medio tempore divenuta estranea alla procedura, posto che, in caso di successione di due imprese nel corso della procedura, la rigorosa applicazione del principio di continuità del possesso dei requisiti, impone la verifica della persistenza della loro titolarità in capo a tutti i soggetti che si sono succeduti.

Il fatto
Il Tar respingeva il ricorso di una cooperativa contro l'affidamento da parte della Regione ad un Rti costituito da due società dell'appalto avente a oggetto la realizzazione del nuovo complesso ospedaliero; il Rti si era in realtà classificato al secondo posto nell'appalto ma la prima classificata si trovava, al momento dell'aggiudicazione, in una procedura di liquidazione coatta amministrativa e non poteva gestire l'appalto.
Avverso tale aggiudicazione la cooperativa proponeva appello al Tar ritenendo, tra gli altri motivi, che il Rti era privo dei requisiti di regolarità contributiva previsti per partecipare alla gara. La cooperativa ricorreva davanti al Consiglio di Stato.

L'analisi del Consiglio di Stato
I giudici di Palazzo Spada ritengono fondate le argomentazioni del ricorso della cooperativa, inerente l'illegittimità dell'ammissione alla gara di una delle due società che compongono il relativo Rti, per l'assenza, tra l'altro, dei requisiti relativi alla regolarità contributiva di una delle sue società.
Il Consiglio di Stato, nel ricostruire la composizione societaria del Rti caratterizzato da una serie di cessioni societarie, rileva che una di queste società aveva perso, per un periodo di tempo, i requisiti relativi alla regolarità contributiva anche se, alle date dell'interpello all'Inps per il rilascio del Durc e dell'affidamento dell'appalto, la società risultava regolarmente titolare dei requisiti richiesti.
I giudici di Palazzo Spada osservano che il Tar ha disatteso la censura in esame sulla base del rilievo che il principio relativo alla continuità del possesso dei requisiti di partecipazione, per un verso, non si applica nelle ipotesi di cessione del ramo d'azienda in corso di gara (ovviamente quando la società cessionaria si riveli provvista del requisito) e, per un altro, tollera, nella sua declinazione, limitate interruzioni, purché, tuttavia, i requisiti siano posseduti dalla concorrente nei momenti salienti della procedura e, cioè, nelle fasi della presentazione della domanda, della verifica dei requisiti e dell'aggiudicazione.
Di parere opposto è il Consiglio di Stato; i giudici amministrativi osservano, richiamando un importante orientamento della giurisprudenza amministrativa (Adunanza Plenaria decisione 20 luglio 2015 n. 8), che è stato recentemente ribadito il consolidato indirizzo secondo cui i requisiti generali e speciali devono essere posseduti dai candidati non solo alla data di scadenza del termine per la presentazione della richiesta di partecipazione alla procedura di affidamento, ma anche per tutta la durata della procedura stessa fino all'aggiudicazione definitiva e alla stipula del contratto, nonché per tutto il periodo dell'esecuzione dello stesso, senza soluzione di continuità.


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