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Appalti sopra la soglia Ue, nuovi modelli per la pubblicazione dei bandi

di Riccardo Sciaudone

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Le stazioni appaltanti per pubblicare bandi e avvisi nel settore degli appalti pubblici al di sopra della soglia comunitaria dovranno utilizzare i nuovi modelli europei adottati dall'Unione europea con il regolamento di esecuzione (Ue) 2015/1986 della Commissione - entrato in vigore lo scorso 2 dicembre.
I nuovi modelli di formulari si riferiscono alla pubblicazione di bandi e avvisi per gli appalti pubblici da aggiudicare ai sensi delle direttive 2014/23/Ue, 2014/24/Ue, 2014/25/Ue, 2009/81/Ce, 89/665/Cee e 92/13/Cee.
Il regolamento, obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri, s'inserisce nella scia del graduale aggiornamento del mosaico legislativo degli appalti pubblici in Europa iniziato con l'adozione nel 2014 delle nuove direttive in materia di appalti (direttive 2014/24/Ue, 2014/25/Ue) e di concessioni di lavori e servizi (direttiva 2014/23/Ue), ribadendo, al contempo, l'importanza che la pubblicazione dei bandi e avvisi di gara riveste nella generale disciplina dei contratti pubblici. Esso abroga il regolamento di esecuzione (Ue) 842/2011 contenente i precedenti modelli sino a ora utilizzati, rispetto ai quali i nuovi risultano graficamente modificati e integrati.

Oggetto e ambito di applicazione
I nuovi modelli, che dovrebbero essere utilizzati (in principio) nella versione contenuta nel regolamento senza modifiche o integrazioni, dovranno essere utilizzati dagli enti aggiudicatori per le procedure d'appalto di lavori, forniture e servizi, concorsi di progettazione, per gli enti erogatori nei settori dell'acqua, dell'energia, dei trasporti e dei servizi postali, il settore difesa e sicurezza, il settore delle concessioni. Ciascuna delle direttive (2014/23/UE, 2014/24/UE, 2014/25/UE, 2009/81/CE, 89/665/CEE e 92/13/CEE) prevede ben specifiche informazioni relativamente all'oggetto delle gare da esse disciplinate. Il nuovo regolamento stabilisce quindi che i relativi bandi e avvisi contengano le informazioni stabilite in tali direttive. La logica della disciplina è intuitiva. Nessuna aggiudicazione di contratti pubblici potrebbe, infatti, svolgersi regolarmente qualora il momento iniziale della manifestazione dell'intenzione dell'amministrazione aggiudicatrice di procedere ad una gara fosse viziato da scarsa trasparenza o da informazioni insufficienti circa le caratteristiche dei servizi, beni o lavori da fornire o prestare, così lo rendesse difficile partecipare in modo consapevole alla gara e realmente alternativo ad altri concorrenti.

Contenuto e presentazione
In linea di principio, i nuovi modelli hanno introdotto novità di presentazione delle informazioni, così come l'integrazione e/o introduzione di alcune altre. A titolo di esempio, nell'avviso di preselezione di cui alla direttiva 2014/24/Ue non sono più presenti due schede (una per i lavori e l'altra per forniture e servizi). La scheda unica dovrà quindi essere personalizzata anche in relazione all'oggetto dell'appalto. Essa prevede inoltre l'indicazione della presenza di varianti o meno nell'appalto. Occorrerà poi indicare se l'appalto è connesso ad un progetto e/o programma finanziato da fondi europei. Molto più elaborata, rispetto al modello del regolamento 842/2011, è la sezione relativa alle condizioni di partecipazione, dove è ora richiesto di fornire indicazioni dettagliate circa la capacità economica e finanziaria e la capacità professionale e tecnica.

Modalità di trasmissione: le opzioni per le stazioni appaltanti
Quanto alle modalità di trasmissione, il regolamento prevede che le amministrazioni aggiudicatrici e gli enti aggiudicatori trasmettano i formulari all'Ufficio delle pubblicazioni dell'Unione europea unicamente per via elettronica, utilizzando l'applicazione in linea eNotices o in alternativa il sistema eSenders di TED. Il sito eNotices fornisce accesso gratuito a tutti i formulari standard utilizzati per gli appalti pubblici europei. Esso, inoltre, consente di controllare eventuali errori negli avvisi e la conformità alle direttive comunitarie che disciplinano le procedure degli appalti pubblici. Il servizio eSenders necessita, invece, del riconoscimento della stazione appaltante come organizzazione abilitata ad inviare i bandi e gli avvisi strutturati nel formato XML direttamente all'Ufficio pubblicazioni, ovvero di rivolgersi ad una organizzazione abilitata. Gazzette ufficiali, amministrazioni aggiudicatrici che inviano un elevato numero di avvisi elettronici e enti pubblici o privati che agiscono per conto di "enti/amministrazioni aggiudicatrici" sono classici esempi di eSender. Per quelle stazioni appaltanti che hanno bisogno di pubblicare annualmente soltanto un numero ristretto di bandi o che non vogliono (o possono) investire tempo e risorse economiche per sviluppare un software personalizzato, è preferibile il ricorso ai formulari online tramite il sistema eNotices. Il sistema consente il controllo automatico dei campi obbligatori; inoltre la struttura chiara degli avvisi elettronici assicurano la conformità con le previsioni delle direttive europee, riducendo in tal modo il rischio di errori.


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