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Non serve permesso di costruire per la tenda parasole della gelateria

di Massimiliano Atelli

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Con la sentenza n. 459 del 4 dicembre 2015, la Sezione I del Tar Molise si è pronunciata sul tema delle tende parasole cui gli esercizi commerciali ricorrono per offrire ai clienti riparo dal sole e dalla pioggia, ricordando che in materia si registrano in giurisprudenza tre diverse posizioni.

Il principio di diritto
Secondo un primo orientamento, si tratterebbe di un intervento privo di rilevanza edilizia, che non richiederebbe, in quanto tale, alcun titolo concessorio.
Secondo un'opposta opinione, le tende solari sarebbero finalizzate alla migliore fruizione di un immobile e risulterebbero destinate ad essere utilizzate in modo permanente e pertanto necessiterebbero del permesso di costruire.
Secondo, infine, una posizione intermedia, l’istallazione di tende da sole rientrerebbe nel novero degli interventi di manutenzione straordinaria, in quanto non determinerebbe alcun volume autonomo né una modifica permanente dello stato dei luoghi, con la conseguenza che il titolo edilizio a tal fine necessario sarebbe costituito dalla denuncia di inizio attività, ai sensi del combinato disposto degli articoli 6, 10 e 22 del Dpr n. 380/2001.
Il Tar Molise ha condiviso quest’ultima configurazione della natura giuridica degli interventi in questione come interventi di manutenzione straordinaria.
Le tende solari, infatti, pur alterando lo stato dei luoghi nei quali vengono installate, hanno tuttavia semplice funzione, accessoria e pertinenziale, di arredo dello spazio esterno, limitata nel tempo e nello spazio, per cui non integrano né una nuova costruzione né una ristrutturazione edilizia (così: Tar Molise, sez I, 4 maggio 2015, n. 181; Tar Molise, sez. I, 31 gennaio 2014, n. 66).
Sul punto, sempre con particolare riferimento alle tende parasole installate nell’ambito di attività del tipo di quella per cui è causa, la giurisprudenza amministrativa ha infatti rilevato che hanno carattere pertinenziale e, come tali, non debbono essere assistite da permesso di costruire, le opere che hanno finito per sostituire una preesistente tenda parasole di un esercizio commerciale con una struttura in legno infissa alla facciata dell’edificio a mezzo di una trave e ancorata alla facciata medesima nonché, in proiezione anteriore, al muretto antistante l’accesso dell’esercizio, atteso che la struttura realizzata, pur essendo indubbiamente più stabile e "pesante" rispetto alla tenda parasole di cui ha preso il posto, è palesemente destinata ad assolvere alla medesima funzione di essa, non essendo, per entità e caratteristiche, idonea ad integrare la nozione di "porticato" o di "veranda"; in particolare, detta struttura non costituisce un volume autonomo e aggiuntivo rispetto all’esercizio commerciale cui accede. Ne discende che l’opera in questione va qualificata come mera pertinenza rispetto all’edificio, in quanto tale non necessitante il previo rilascio di concessione edilizia (oggi permesso di costruire): così: Cons. Stato, sez. IV, 17 maggio 2010, n. 3127.
Si deve quindi ritenere, hanno concluso i giudici del Tar Molise, che l’intervento edilizio descritto rientri nel novero degli interventi di manutenzione straordinaria sottratti al regime del permesso di costruire.

Il caso
Nella specie, una società che gestisce un’attività di bar, gelateria e “cornetteria” aveva  realizzato, sul cortile retrostante il proprio locale commerciale, una copertura costituita da tre teloni plastificati poggianti su due strutture di ferro imbullonate al suolo, per offrire ai clienti riparo dal sole e dalla pioggia.
Sennonché, con ordinanze comunali veniva ordinata la rimozione di tali strutture, ritenendo necessario il permesso di costruire di cui la società disponente non era munita, nel presupposto che tali manufatti non avrebbero carattere transitorio o precario, di modo che esse sarebbero qualificabili alla stregua di nuove costruzioni.

Argomenti, spunti e considerazioni
La decisione del Tar Molise merita attenzione.
Essa ribadisce che l’intervento edilizio costituito dall’installazione di due strutture in ferro di supporto ad un tendaggio di copertura predisposto al fine di offrire riparo dal sole o dalla pioggia agli avventori della gelateria rientrino nel novero degli interventi di manutenzione straordinaria sottratti, quindi, al regime del permesso di costruire, restando invece assoggettate al regime semplificato della Dia, ora Scia, la cui inosservanza comporta, come noto, l’irrogazione di una sanzione pecuniaria.
Presupposto di tale conclusione è il rapporto di stretta pertinenzialità dell’intervento, che, pur alterando lo stato dei luoghi, ha tuttavia semplice funzione, accessoria e pertinenziale, di arredo dello spazio esterno, limitata nel tempo e nello spazio, in quanto si tratta di strutture generalmente utilizzate nella sola stagione estiva e che non determinano alcuna variazione plano-volumetrica, per cui non integrano né una nuova costruzione né una ristrutturazione edilizia.
Risulta in questo modo meglio chiarito il discrimen fra le due situazioni: semplice arredo dello spazio esterno, piuttosto che nuova costruzione o ristrutturazione edilizia.


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