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Nulli i contratti d'opera professionale senza impegno di spesa

di Stefano Di Falco

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

La Corte di Cassazione ha ribadito il principio per cui in assenza di impegno preventivo di spesa sono nulli i contratti di prestazione d'opera professionale: con la sentenza n. 24447, depositata lo scorso 1° dicembre 2015, i giudici hanno aggiunto, però, che tale sanzione vale qualora le risorse provengano da una diversa amministrazione.

Il caso
Il contenzioso origina dalla richiesta di pagamento delle proprie competenze avanzata in sede arbitrale da un professionista al Comune che gli aveva conferito l'incarico per la progettazione, direzione e contabilità della realizzazione di una circumvallazione, sulla base di un disciplinare che prevedeva il finanziamento da parte dell'assessorato dei lavori pubblici della relativa regione, alla cui effettiva erogazione erano però condizionate.
Progettato e pagato un primo stralcio dell'opera, il secondo, però, pur approvato dalla giunta, non veniva eseguito avendo il consiglio stornato le risorse per la realizzazione di altri interventi.

La decisione del Collegio arbitrale…
Malgrado l'amministrazione avesse eccepito la nullità della delibera di affidamento per omessa previsione del relativo impegno di spesa con contestuale copertura finanziaria, nonché la mancata realizzazione dell'opera, il collegio arbitrale, l'aveva comunque condannata al pagamento degli emolumenti con lodo poi dichiarato nullo dalla Corte territoriale in sede di appello, ritenendo indeterminato l'atto di conferimento dell'incarico in mancanza di un progetto di massima e delle spese necessarie, ivi incluse quelle per l'espropriazione delle aree interessate.
Omissioni foriere di nullità ai sensi, rispettivamente, degli articoli 1346 e 1418 Cc e dell'articolo 284, del Dlgs n. 267/2000.

… e quella della Suprema Corte
La Corte di Cassazione, nel rigettare il ricorso proposto dal professionista avverso la sentenza della Corte d'Appello, conferma la nullità della delibera di affidamento perché priva di qualsivoglia indicazione degli oneri di spesa, peraltro rimasti imprecisati anche nell'allegato disciplinare in cui figurava una stima approssimativa e complessiva.
Carenza che viola il divieto imposto ai Comuni dall'articolo 191 del Dlgs n. 267/2000 (e, ancor prima, dall'articolo 23, della legge n. 144/1989) di effettuare spese in assenza di impegno contabile registrato sul competente capitolo di bilancio di previsione.
Prescrizione che, aggiunge la Corte, trova applicazione anche qualora la spesa sia interamente finanziata da un altro ente pubblico e in presenza di una clausola di copertura finanziaria in base alla quale si subordina il pagamento del compenso professionale alla concessione di un finanziamento pubblico.
Norme di carattere imperativo, poste a presidio dell'interesse pubblico alla corretta gestione finanziaria e contabile degli enti locali, la cui violazione comporta la nullità testuale del contratto di prestazione d'opera (Corte di Cassazione, sezioni unite, n. 12195/2005), che, difatti, la legge esclude possa essere imputato all'amministrazione come tale, dovendo piuttosto riferirsi al solo funzionario che l'abbia sottoscritto.
Escamotage, quest'ultimo, che tende ad assicurare non solo il rispetto dei principi di legalità, correttezza e trasparenza della gestione, ma anche il contenimento della spesa pubblica prevenendo il formarsi di un incontrollato disavanzo finanziario. Risultando dunque irrilevante a tal fine che le risorse siano erogate da un'amministrazione diversa da quella che abbia conferito l'incarico, come in questo caso in cui il finanziamento era regionale.


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