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Demolizione abusi, Comuni non obbligati a eseguire le sentenze penali

di Mauro Calabrese

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

In mancanza di norme che attribuiscano direttamente alla Pa il compito di dare esecuzione a provvedimenti di condanna emessi dal giudice penale, non spetta ai Comuni provvedere all'ordine di demolizione dei manufatti abusivi contenuto in una sentenza per reati connessi alla violazione della normativa urbanistico-edilizia.

La riforma in appello
Così ha statuito il Consiglio di Stato, Sezione VI, sentenza n. 5324, del 24 novembre 2015, nel dichiarare l’illegittimità delle ordinanze emesse dal Comune di Pescara, contenenti l’ordine di demolizione di opere ritenute abusive realizzate all’interno di uno stabilimento balneare, in ottemperanza al dispositivo della pronuncia di condanna irrogata da parte del Tribunale Penale Ordinario della città adriatica.
In primo grado, il Tar Abruzzo aveva, al contrario, ritenuto corretto l’agire dell’amministrazione comunale, proprio sul presupposto della valenza del precedente giudicato penale, contenente la disposizione della demolizione delle opere abusive, cui la Pubblica Amministrazione dovrebbe dare senz’altro esecuzione.

Ordine di demolizione
In riforma della sentenza di prime cure, i giudici di Palazzo Spada, invece, rammentando l’insegnamento della Corte di Cassazione Penale, hanno ribadito doversi riconoscere natura autonoma all’ordine di demolizione emesso dal giudice penale in sede di condanna per reati edilizi, come tale soggetto al procedimento di esecuzione del giudicato previsto dal Codice di Procedura Penale.
Chiarisce la pronuncia in esame, che l’ordine di demolizione irrogato in sentenza costituisce una misura amministrativa adottata da un organo giurisdizionale, cui è attribuita la competenza anche in sede di esecuzione, oltre a non acquisire valore di cosa giudicata, potendo sempre provvedere alla sua revoca, laddove il giudice stesso ne verifichi la sussistenza dei presupposti o quando risulti assolutamente incompatibile con atti amministrativi della competente autorità intervenuti anche successivamente.

Il giudice dell’esecuzione
Dovendo l’ordinamento prevedere, in maniera espressa, le ipotesi di esecuzione d'un provvedimento adottato dal giudice da parte della Pubblica amministrazione, nel caso concreto è affidato al Pubblico Ministero il compito di promuovere l’esecuzione dell’ordine contenuto nel provvedimento di condanna, con giurisdizione esclusiva del giudice ordinario dell'esecuzione per quanto di specifica competenza.

Esecuzione del giudicato
In particolare, quindi, l’ordine di demolizione delle opere abusive contenuto in un provvedimento penale di condanna per violazioni alla normativa urbanistico-edilizia non deve essere eseguito dalla pubblica amministrazione ma, al contrario, come peraltro contemporaneamente avvenuto nel caso deciso, essere oggetto di un separato procedimento giurisdizionale di esecuzione.
Pertanto, il Collegio dichiara l’annullamento delle ordinanze impugnate e adottate in carenza assoluta di potere da parte dell’Amministrazione locale, le quali, oltre a rappresentare un ipotesi di sconfinamento e di indebito esercizio di competenze riservate alla giurisdizione penale, andrebbero potenzialmente a sovrapporsi e ad interferire con la procedura di esecuzione pendente in sede penale.


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