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Appalti, qualsiasi commissario «esperto» può verificare l'anomalia dell'offerta

di Stefano Usai

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

La sentenza 4796/2015 del Consiglio di Stato offre importanti precisazioni sul procedimento di valutazione della potenziale anomalia dell'offerta quale doverosa prerogativa della stazione appaltante. Nel caso trattato dal giudice, il ricorrente – tra gli altri – censurava la circostanza che il sub-procedimento di verifica dell'offerta anomala fosse stato espletato materialmente da un membro della commissione di gara, e non dal Responsabile unico del procedimento, senza alcuna disposizione in merito da parte della legge di gara.

Il procedimento
Il regolamento attuativo del codice degli appalti (Dpr 207/2010), con l'articolo 121 - applicabile anche agli appalti di forniture e servizi –, ha individuato quale soggetto dominus della procedura il Responsabile unico del procedimento. In particolare, il Rup può avvalersi nell'espletamento dell'incarico della commissione di gara, di una commissione di esperti nominata ad hoc - sempre secondo le disposizioni di cui all'articolo 84 del Codice dei contratti - ed evidentemente della stessa struttura della stazione appaltante, almeno con riferimento ai dipendenti che possiedano competenze specifiche. Una volta effettuate le verifiche e rispettato il procedimento previsto all'articolo 88 del codice, il Rup deve trasmettere i verbali delle operazioni compiute e delle risultanze al soggetto che presiede la gara, il quale procederà quindi con le esclusioni delle offerte non congrue e con la dichiarazione dell'aggiudicazione provvisoria.

Il caso
Nel caso sottoposto al collegio, il sub-procedimento non è stato condotto dal Rup ma da un membro della commissione di gara senza che ciò – secondo quanto si legge nella sentenza – risultasse formalmente e previamente previsto nella legge di gara. Il giudice non ha ritenuto fondata la censura secondo cui il giudizio sulla congruità dell'offerta doveva ritenersi «illegittimo in quanto reso da un componente della commissione, atteso che» assumerebbe rilievo «esclusivo, in assenza di norme specifiche di segno diverso, la professionalità del soggetto cui essa viene affidata». E nel caso in esame, il soggetto che ha esperito le verifiche risultava oggettivamente «dotato di una professionalità specifica rispetto agli aspetti tecnico-economici dell'offerta». Pertanto, si spiega in sentenza, «in assenza di regole che precludano a un membro della commissione l'espletamento dell'istruttoria relativa all'anomalia, deve ritenersi sufficiente il possesso, da parte del soggetto all'uopo incaricato, della competenza tecnico-specialistica necessaria in relazione all'oggetto di gara». E comunque, è valso a considerare infondata la censura di illegittimità, la circostanza che non sia stato esplicitato da parte dell'appellante «alcun profilo di vulnus derivato alla ricorrente dalla mancata nomina di una commissione tecnica ovvero dalla mancata investitura del responsabile unico del procedimento».


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