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Il modello di sviluppo sostenibile vale come principio urbanistico

di Lorenzo Camarda

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

L'autorità urbanistica deve necessariamente mettere in relazione le esigenze edilizie e produttive del territorio con la tutela e la valorizzazione del paesaggio e dei beni ambientali nella logica dello sviluppo cosiddetto sostenibile.
E' quanto si ricava dalla sentenza del Consiglio di Stato, sezione IV, n. 4716 del 13 ottobre 2015.

Il caso
I titolari di diritti reali su un terreno ricorrono al Tar Puglia-Lecce per l'annullamento di un Pug (Piano urbano generale) che attribuisce al terreno la destinazione di area agricola in contrasto con quanto stabilito dallo stesso Comune, per il medesimo terreno, che precedentemente aveva definito come turistico-alberghiera ed inserito in un Prusst (Programma di riqualificazione urbana e di sviluppo sostenibile) che prevedeva la ristrutturazione di un fabbricato con costruzione di un complesso edilizio turistico. Dalla complessa vicenda amministrativa, che segue l'annullamento del Pug da parte del Tar Puglia-Lecce, si registrano i seguenti fatti:
• il Comune adotta una serie di varianti che mirano a ristabilire la detinazione del terreno come zona turistico-alberghiera;
• la regione Puglia boccia le varianti proposte dal Comune in quanto non rispettose del paesaggio agricolo e, con delibera regionale, attesta la zona come agricola;
• i titolari di diritti reali sul terreno ricorrono nuovamente al Tar Puglia-Lecce questa volta contro la regione Puglia per l'annullamento die provvedimenti emanati;
• la regione Puglia ricorre al Consiglio di Stato contro il decisum del Tar Puglia-Lecce.

In diritto
Preliminarmente va richiamata la definizione di territorio in senso lato che, secondo acclarata dottrina (Salvia-Teresi), costituisce il terminale necessario di tutte le attività umane. Conseguentemente la scienza urbanistica tende a coniugare le esigenze produttive con la tutela del paesaggio nel tentativo di tutelare il bene-territorio anche per le generazioni future.
In quest'ottica si collocano i programmi di riqualificazione urbana e di sviluppo sostenibile del territorio (Prusst) che nascono con Dm 8 ottobre 1998 e che, tra gli obiettivi, perseguono quello di realizzare un sistema integrato di insediamenti industriali, comunali e artigianali alla promozione turistico-ricettizia e alal riqualificzione di zone urbane centrali e periferiche interessate da fenomeni di degrado.

Conclusioni del Consiglio di Stato
Nell'ambito di un'ampia accezione di territorio e di urbanistica il Consiglio di Stato ravvisa la necessità di coniugare, con equilibrio, tutte le vocazioni territoriali emergenti dagli stakeholder, pubblici e privati. Nel caso concreto i giudici di paalzzzo Spada ravvisano il raggiungimento di questo equilibrrio nello strumento del Prusst originario e confermano l‘operato di annullamento dei provvedimenti della Regione Puglia per opera del Tar Puglia-Lecce , dando quindi ragione ai titolari di diritti reali sul terreno .


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