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Centrali uniche di committenza, appalti a rischio: Fassino scrive a Madia e De Vincenti

di Daniela Casciola

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

L'obbligo per i Comuni di rivolgersi a centrali uniche di committenza, oggi fissato al 1° novembre, va «agganciato» all'entrata in vigore del nuovo codice degli appalti. E per questo serve un «intervento normativo urgente» che li faccia coincidere. È quanto chiede l'Anci, tramite il presidente Piero Fassino, in una lettera inviata al ministro per le riforme, Maria Elena Boschi e al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti. Alle porte dell'entrata in vigore della norma - più volte prorogata - che impone a tutte le città non capoluogo di aggregare le gare, Fassino si fa interprete delle preoccupazioni per il rischio di un blocco degli appalti (si veda l'articolo pubblicato sul Quotidiano degli enti locali e Pa di ieri).

Da qui la richiesta di agganciare l'obbligo di aggregazione con le nuove norme di settore per evitare «un sostanziale blocco dell'attività gestionale relativa agli acquisti di lavori, beni e servizi dei Comuni», anche alla luce della legge di stabilità 2016 che «innova ulteriormente il quadro ordinamentale della materia, prevedendo all'articolo 28 un sistema nel quale Consip e gli altri soggetti aggregatori di livello regionale, metropolitano e provinciale, assumono un ruolo fondamentale nell'acquisizione di beni e servizi per importanti categorie merceologiche, senza chiarire, in tale nuovo contesto, che ruolo saranno chiamate a svolgere i modelli aggregativi su base locale la cui attivazione è prevista appunto per il 1° novembre».

L'Associazione ha da sempre e più volte evidenziato come il quadro ordinamentale della materia degli appalti pubblici, in costante evoluzione, imponesse uno slittamento del termine e ha chiesto da tempo, con specifica proposta emendativa, di posticiparlo alla data di entrata in vigore del nuovo codice degli appalti pubblici e dei contratti di concessione. «Ciò eviterebbe confusione e - si precisa nella lettera - parrebbe coerente con il principio di non sovrapposizione delle disposizioni normative».


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