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L'intimazione Ater al rilascio dell'immobile va contestata davanti al giudice ordinario

di Paola Rossi

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Va al giudice ordinario, e non al Tar, la controversia instaurata da chi contesti la decadenza dall'assegnazione di alloggi pubblici. Così il Tar Lazio, con la sentenza n. 12023/15, ha declinato la propria giurisdizione a favore della giustizia civile.

La vicenda
Il giudice amministrativo di primo grado era stato investito dalla contestazione di un privato, cui era stato intimato con decreto dall'Ater di rilasciare l'immobile in quanto non facente parte del nucleo familiare assegnatario. Veniva, infatti, presentato ricorso davanti al Tar per impugnare il decreto di rilascio adottato dall'Ater del Comune di Roma. Lamentando evidentemente l'imminenza del danno, il procedimento era stato instaurato ex articolo 60 del Codice di procedura amministrativa e con sentenza il ricorso è stato dichiarato inammissibile per difetto di giurisdizione. Al privato sono stati assegnati tre mesi di tempo dal passaggio in giudicato della sentenza per la riassunzione davanti al competente giudice ordinario.

La questione giuridica
Se è vero che nasce da un atto amministrativo l'assegnazione della residenza Ater, a seguito dell'ottenimento del relativo titolo tra l'amministrazione concedente e l'assegnatario si instaura un rappporto di tipo privatistico. Questo l'assunto del giudice amministrativo che ha ritenuto appunto di non aver competenza non trattandosi di materia amministrativa. L'orientamento adottato dal Tar Lazio risulta stabile nella sezione che si è pronunciata, ma nell'insieme della giustizia amministrativa è stato seguito con diverse oscillazioni.
Il Tar Lazio nel risolvere la questione giurisdizionale si è rifatta agli orientamenti delle sezioni Unite della Corte di cassazione, secondo cui rientra nella giurisdizione del giudice ordinario la controversia avente ad oggetto la decadenza dall'assegnazione di alloggi pubblici per venir meno dei requisiti previsti «in quanto - in base alla disciplina di cui all'art. 33 del d. lgs. 31 marzo 1998 n. 80, nel testo sostituito dall'art. 7 della legge n. 205 del 2000, come risulta a seguito della sentenza di illegittimità costituzionale parziale n. 204 del 2004 - nella materia dell'edilizia residenziale pubblica (pure ricompresa per la finalità sociale che la connota in quella dei servizi pubblici) la giurisdizione del giudice amministrativo non è configurabile nella fase successiva al provvedimento di assegnazione nella quale l'amministrazione opera nell'ambito di un rapporto privatistico di locazione e non esercita poteri autoritativi.


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