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Negli enti pubblici verifiche antiriciclaggio guidate dal «gestore»

di Paola Berardino e Paolo Canaparo

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Fissati gli indicatori di anomalia per l'individuazione da parte degli uffici della pubblica amministrazione delle operazioni sospette di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo. Il decreto Interno 25 settembre 2015– adottato ai sensi dell'articolo 41, comma 2, del Dlgs n. 231/2007 e preventivamente validato dal Comitato di sicurezza finanziaria del Mef - risponde all'esigenza, sempre più pressante, di stimolare la Pa all'assunzione di un ruolo attivo in materia di prevenzione (si veda anche l'articolo pubblicato sul Quotidiano degli enti locali e Pa del 9 ottobre 2015).

Le procedure interne
Il provvedimento impone agli operatori pubblici l'adozione, nell'ambito della propria autonomia organizzativa, di procedure interne di valutazione idonee a garantire l'efficacia della rilevazione di operazioni sospette, la tempestività della segnalazione all'Unità di informazione finanziaria, la massima riservatezza dei soggetti coinvolti nell'effettuazione della segnalazione stessa.
Queste procedure interne specificano le modalità con le quali gli addetti agli uffici della pubblica amministrazione trasmettono le informazioni rilevanti ai fini della valutazione delle operazioni sospette a un soggetto denominato «gestore». La persona individuata come gestore può coincidere con il responsabile della prevenzione della corruzione previsto dall'articolo 1, comma 7, della legge 190/2012. Nel caso in cui tali soggetti non coincidano, gli operatori prevedono adeguati meccanismi di coordinamento tra i medesimi.
Gli operatori si possono avvalere di procedure di selezione automatica delle operazioni anomale basate su parametri quantitativi e qualitativi. Gli enti locali con meno di 15mila abitanti possono individuare un gestore comune ai fini dell'adempimento dell'obbligo di segnalazione delle operazioni sospette. Analogamente a quanto previsto dalla legge n. 190 del 2012 in tema di anticorruzione, sono imposte iniziative di adeguata formazione del personale e dei collaboratori ai fini della corretta individuazione degli elementi di sospetto. Tale formazione deve avere carattere di continuità e sistematicità, nonché tenere conto dell'evoluzione della normativa in materia antiriciclaggio.

La valutazione
Gli indicatori sono destinati ad agevolare l'individuazione delle operazioni sospette, riducendo i margini di incertezza connessi con valutazioni soggettive o con comportamenti discrezionali, e hanno lo scopo di contribuire al contenimento degli oneri e al corretto e omogeneo adempimento degli obblighi di segnalazione.
L'elenco non è esaustivo ed è destinato a un periodico aggiornamento, anche in considerazione della continua evoluzione delle modalità di svolgimento delle operazioni.
L'impossibilità di ricondurre operazioni o comportamenti a uno o più degli indicatori previsti nell'allegato del decreto non è sufficiente a escludere che l'operazione sia sospetta. Gli operatori sono pertanto tenuti a valutare con la massima attenzione ulteriori comportamenti e caratteristiche dell'operazione che, sebbene non descritti negli indicatori, siano egualmente sintomatici di profili di sospetto. La mera ricorrenza di operazioni o comportamenti descritti in uno o più indicatori di anomalia non è peraltro motivo di per sé sufficiente per l'individuazione e la segnalazione di operazioni sospette, per le quali è comunque necessaria una concreta valutazione specifica.

Le caratteristiche degli indicatori
Gli indicatori di anomalia sono suddivisi in: indicatori generali, applicabili a tutti i destinatari, e indicatori specifici, distinti per attività. Gli indicatori generali sono connessi alle modalità di esecuzione delle operazioni e ai mezzi di pagamento utilizzati, oltre che all'identità o ai comportamenti inusuali o sospetti del cliente.
Gli indicatori specifici, che sono invece calibrati con riguardo alla tipologia delle attività esercitate dagli operatori, possono essere ad esempio:
• la partecipazione a procedure di affidamento di lavori pubblici, servizi e forniture, in assenza di qualsivoglia convenienza economica all'esecuzione del contratto, anche con riferimento alla dimensione aziendale dell'operatore e alla località di svolgimento della prestazione, ovvero mediante ricorso al meccanismo dell'avvalimento plurimo o frazionato, ai fini del raggiungimento della qualificazione richiesta per l'aggiudicazione della gara, qualora il concorrente non dimostri l'effettiva disponibilità dei requisiti facenti capo all'impresa avvalsa, necessari all'esecuzione dell'appalto;
• l'esecuzione di pagamenti infragruppo, specie se connessi con la prestazione di attività di consulenza, studio o progettazione, non supportate da idonea documentazione giustificativa;
• l'esecuzione delle attività affidate al contraente generale direttamente o per mezzo di soggetti terzi, in assenza di adeguata esperienza, qualificazione, capacità organizzativa tecnico-realizzativa e finanziaria;
• la richiesta di finanziamento pubblico incompatibile con il profilo economico-patrimoniale del soggetto cui è riferita l'operazione.

L'obbligo di segnalazione
Gli operatori pubblici sono tenuti ad inviare all' Uif una segnalazione, ai sensi dell'articolo 41 del decreto antiriciclaggio, quando sanno, sospettano o hanno motivi ragionevoli per sospettare che siano in corso o che siano state compiute o tentate operazioni di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo.
Il sospetto deve fondarsi su una compiuta valutazione degli elementi oggettivi e soggettivi dell'operazione a disposizione dei segnalanti, acquisiti nell'ambito dell'attività svolta, non solo alla luce degli indicatori di anomalia in base al decreto antiriciclaggio ma anche degli schemi di comportamento anomalo di cui all'articolo 6, comma 7, lettera b) del decreto stesso.
Gli operatori devono segnalare le operazioni sospette a prescindere dal relativo importo. Nella valutazione delle operazioni sono tenute in particolare considerazione le attività che presentano maggiori rischi di riciclaggio in relazione alla movimentazione di elevati flussi finanziari e a un uso elevato di contante, nonché i settori economici interessati dall'erogazione di fondi pubblici, anche di fonte comunitaria, e quelli relativi ad appalti, sanità, produzione di energie rinnovabili, raccolta e smaltimento dei rifiuti. La segnalazione di operazione sospetta è un atto distinto dalla denuncia di fatti penalmente rilevanti e va effettuata indipendentemente dall'eventuale denuncia all'autorità giudiziaria.


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