Home  › Edilizia e appalti

La condotta anticoncorrenziale preclude tutte le gare successive: l'Antitrust promuove Consip

di Maria Luisa Beccaria

Q
E
L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Con il parere del 24 luglio n. As1208, l'Antitrust ha promosso la clausola di un disciplinare di Consip s.p.a. per la fornitura di tomografi, dispositivi e servizi accessori che impone l'esclusione delle imprese responsabili di condotta anticoncorrenziale dalle successive procedure di gara indette da Consip Spa per il medesimo oggetto.
Si tratta di una previsione che garantisce la serietà del confronto nel mercato tra gli operatori economici e il regolare svolgimento della gara. La stazione appaltante può attivare i poteri di vigilanza dell'Autorità e può agire per il risarcimento danni subiti in caso di accerta violazione della normativa antitrust.
L'Agcm suggerisce di estendere il divieto a tutte le condotte anticoncorrenziali accertate in relazione a qualunque procedura di gara a prescindere dall'oggetto dell'affidamento al fine di evitare problemi applicativi per gli appalti misti o a oggetto plurimo.
Tale soluzione è conforme a quanto già evidenziato dal'Autorità sui bandi Consip Spa (AS 251 e AS206) ed evidenzia l'importanza del corretto funzionamento del mercato degli appalti pubblici, come rilevato anche dall'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici.
Il livello di trasparenza dei procedimenti amministrativi e la competizione tra gli operatori economici assicurano qualità e efficienza dell'allocazione delle risorse pubbliche e incrementano la competitività del Paese. Inoltre la gestione oculata delle procedure è indicativa della capacità di programmazione progettuale, tecnica e giuridica delle Pa necessaria affinché la spesa pubblica possa produrre sviluppo, qualità e innovazione.
Invece la violazione delle regole della concorrenza comporta la lievitazione dei costi e un danno diretto per l'intera collettività.

Anomalie e indicatori di turbativa d'asta
Dopo le «Linee guida contro la turbativa d'asta negli appalti pubblici» dell'Ocse, con il vademecum, approvato 26 ottobre 2013, «Individuazione di criticità concorrenziali nel settore degli appalti pubblici», l'Autorità garante della concorrenza elenca le condotte anticoncorrenziali che possono essere oggetto di segnalazione e invita le stazioni appaltanti a informare l'Agcm sugli appalti sopra la soglia comunitaria.
Qualora l'Agcm accerti un'infrazione, la stazione appaltante può procedere alla richiesta degli eventuali danni se c'è stata aggiudicazione. Sono state individuate le seguenti anomalie considerate sintomo di distorsioni concorrenziali:
• concorrenti con analoga efficienza e dimensione;
• offerta di prodotti omogenei;
• partecipazione alle gare degli stessi operatori economici;
• suddivisione dell'appalto in più lotti dal valore economico simile.
Altrettanto pericolosi sono gli indicatori della turbativa d'asta, ovvero:
1. Boicottaggio della gara: Mancata presentazione di offerte al fine di prolungare il contratto con il fornitore abituale o di far ripartire pro quota le prestazioni - presentazione di un'unica offerta o di un numero di offerte insufficiente per raggiungere l'aggiudicazione; offerte con importo identico.
2. Offerte di comodo: con importi palesemente troppo elevati; più elevate rispetto ai prezzi di listino; offerte inaccettabili; una sequenza di gare in cui risulta aggiudicatario lo stesso operatore economico.
3. Subappalti, Associazione temporanea d'Imprese e meccanismi spartitori.
4. Rotazione delle offerte: in ordino al numero di aggiudicazioni e alla la somma dei relativi importi.
6. Modalità sospette di partecipazione alle gare con documenti che contengono: comuni errori di battitura; stessa grafia; riferimento a domande di altri concorrenti; analoghe stime o errori di calcolo; consegna contemporanea, da parte di un soggetto, di più offerte per conto di differenti partecipanti.


© RIPRODUZIONE RISERVATA