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Sull'anomalia dell'offerta l'analisi di dettaglio spetta solo alla Pa

di Raffaele Cusmai

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Il procedimento di verifica dell'anomalia dell'offerta non ha carattere sanzionatorio e non può riguardare la ricerca di specifiche e singole inesattezze dell'offerta, quanto, invece, accertare che la stessa sia, complessivamente, attendibile.
Nella fattispecie, i parametri dei decreti ministeriali relativi al costo del lavoro e manodopera, devono essere intesi come puramente indicativi, essendo del tutto leciti scostamenti in funzione delle caratteristiche del servizio oggetto dell'appalto in questione. Questo, in buona sostanza, il pronunciamento della sesta sezione del Consiglio di Stato con la sentenza n. 3935/2015.

La vicenda
Il fatto trae origine da una gara d'appalto per alcuni servizi ambientali, contro la cui aggiudicazione aveva proposto ricorso la seconda in graduatoria, evidenziando l'anomalia dell'offerta risultata vincitrice, basata sul fatto che l'aggiudicataria avrebbe sottostimato nella propria offerta i costi della sicurezza sul lavoro e della manodopera.

La decisione
Come ha correttamente richiamato la Sezione, nelle gare pubbliche il giudizio di anomalia o di incongruità dell'offerta costituisce espressione di discrezionalità tecnica di esclusiva pertinenza della Pa ed esula dalla competenza del giudice amministrativo, che può sindacare le valutazioni della Pubblica amministrazione soltanto in caso di macroscopiche illegittimità, quali gravi e plateali errori nella valutazione delle offerte ricevute. In questo caso – ha sottolineato il Collegio - il giudice di legittimità esercita il proprio sindacato, ferma restando l'impossibilità di sostituire il proprio giudizio a quello dell'Amministrazione e di procedere a una autonoma verifica della congruità dell'offerta e delle singole voci, che costituirebbe una inammissibile invasione della sfera della Pubblica amministrazione (si veda anche il Consiglio di stato, sezione V, sentenza n. 2175/2015).
Peraltro va anche evidenziato che il procedimento di verifica dell'anomalia dell'offerta non ha carattere sanzionatorio e non può quindi mirare all'individuazione di specifiche inesattezze dell'offerta economica; esso punta, invece, alla verifica dell'attendibilità dell'offerta nel suo complesso, così da accertare che l'offerta in questione sia, in concreto, affidabile ed attendibile in relazione all'oggetto dell'appalto.
Alla base del procedimento di verifica dell'anomalia, pertanto, vi deve essere unicamente la tutela dell'interesse pubblico perseguito dalla Pa attraverso l'indizione della gara d'appalto e l'individuazione del miglior offerente per la realizzazione (come in questo caso) del servizio richiesto. Ne consegue che l'esclusione dalla gara per anomalia dell'offerta presentata, è la diretta conseguenza della valutazione operata dalla stazione appaltante di complessiva inadeguatezza dell'offerta rispetto al fine da raggiungere.

I dettagli dell'offerta
Deve pertanto essere ribadito che non rientra nelle competenze del giudice amministrativo un sindacato di dettaglio sui singoli aspetti dell'offerta, non potendo questi procedere ad una valutazione di singole voci, che invece è, come detto, di esclusiva pertinenza dell'Amministrazione appaltante.
Nel merito poi della verifica del giudizio di anomalia, vanno anche evidenziate le sostanziali differenze, con riferimento alle motivazioni alla base di tale valutazione, a seconda che gli esiti siano di accertamento dell'anomalia ovvero della complessiva congruità dell'offerta. Soltanto, infatti nel primo caso, il giudizio richiede una motivazione rigorosa ed analitica, non necessaria, invece, nel caso di accertamento della congruità dell'offerta, potendosi in questo caso fare riferimento alle motivazioni a supporto della propria proposta rilasciate dal partecipante alla gara. Spetta invece a chi contesta l'aggiudicazione rilevare la manifesta irragionevolezza o erroneità o travisamento del giudizio escludente anomalie dell'offerta. Nel caso esaminato, l'appellante sosteneva che non fossero congrue le voci del costo del lavoro e della manodopera. Tale assunto è stato tuttavia escluso sia a valle di una consulenza tecnica d'ufficio, sia perché i decreti ministeriali sul costo del lavoro, come sottolineato dalla Sezione, hanno un valore soltanto indicativo, esprimendo un dato medio dal quale ci si può discostare in relazione alle caratteristiche dell'attività di volta in volta oggetto dell'appalto (si veda anche Consiglio di Stato n. 4831/2008).


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