Edilizia e appalti

I casi e le soluzioni per gli Enti locali

di Vittorio Italia

MOSTRA IN EX CHIESA
Riproduce una moschea con "lavatoio" per le abluzioni

È legittimo il diniego a una mostra espositiva in una ex chiesa, che - nell'ambito della manifestazione "Biennale Arte" - ha riprodotto una moschea, prevedendo anche un uso "religioso" dello spazio espositivo.
Tar Veneto, Venezia, sezioni unite, ordinanza 27 agosto 2015, n. 3464
L'ordinanza ha precisato che vi era stato un inadempimento alle prescrizioni imposte dal Comune in riferimento alla Scia (Segnalazione certificata inizio attività) che era stata presentata, dato che in questo spazio era stato collocato anche il "lavatoio" per le abluzioni prima della preghiera.

EDILIZIA
Ristrutturazione edilizia e "nuova costruzione"

La "ristrutturazione edilizia" mediante ricostruzione di un preesistente edificio può essere realizzata con interventi che comportano soltanto modificazioni interne, senza aumenti di superficie o di volume.
Corte di Cassazione, sezione 2, sentenza 20 agosto 2015, n. 17043
La sentenza ha precisato che se vi sono questi aumenti si determina una "nuova costruzione", che dovrà rispettare la disciplina normativa delle distanze che erano vigenti al tempo della costruzione.

OCCUPAZIONE
Illegittima e usucapione

La pubblica amministrazione non può usucapire le aree che erano state illegittimamente occupate e trasformate in modo definitivo con l'opera pubblica realizzata.
Consiglio di Stato, sezione 5, sentenza 26 agosto 2015, n. 3988
La sentenza ha precisato che in questo modo si impedirebbe al proprietario di chiedere l'applicazione dell'articolo 42-bis del Dpr 327/2001, che prevede l'indennizzo per il pregiudizio, patrimoniale e non patrimoniale.

APPALTI
Servizio pubblico e società in house

È illegittima la delibera del Comune che ha indetto la gara per l'affidamento di un servizio pubblico di raccolta di rifiuti urbani, perché stava per scadere il contratto di questo servizio con una società partecipata da 75 Enti locali (tra i quali il Comune deliberante), e non erano state preventivamente effettuate le necessarie valutazioni economiche.
Tar Veneto, Venezia, sezione 1, sentenza 25 agosto 2015, n. 949
La sentenza ha motivato che, nel caso di specie, la società affidataria in house offriva una gestione dei servizi locali in modo uniforme e più favorevole dal punto di vista economico.

Bando per 2000 giochi pubblici
È legittimo il bando per l'affidamento in concessione di 2000 diritti per l'esercizio di giochi pubblici, anche se la durata di questa concessione è minore (40 mesi rispetto a 12 e 9 anni), e ciò impedirebbe ai nuovi concessionari di ammortizzare i costi e gli investimenti.
Consiglio di stato, sezione 4, sentenza 25 agosto 2015, n. 3985
La sentenza ha anche affermato (con una motivazione che può sollevare delle perplessità) che "la politica espansiva delle scommesse, pur contraddicendo lo scopo sociale di limitare la propensione al gioco, è tuttavia coerente con quello di evitare, per quanto possibile, le infiltrazioni criminali in modo da canalizzarle in circuiti controllabili".

CONCORSO PUBBLICO
Assenza alle prove e decadenza
È legittima la decadenza dal concorso dell'unico candidato che non si è presentato a sostenere le prove scritte.
Consiglio di stato, sezione 5, sentenza 20 agosto 2015, n. 3952
La sentenza ha esattamente precisato che la clausola del bando che prevedeva questa decadenza non è stata tempestivamente impugnata dall'interessato, e che essa in ogni caso garantiva la par condicio tra i concorrenti, e non poteva perciò essere disapplicata o derogata.

Requisiti psico-fisici successivamente modificati
La previsione dei requisiti psico-fisici per la partecipazione al concorso stabilita da un regolamento non è "cristallizzata" al tempo dell'indizione della gara, e si deve tenere conto delle successive modifiche al regolamento, stabilite dal Dm 11 marzo 2008, n. 78.
Consiglio di stato, sezione 3, sentenza 26 agosto 2015, n. 4017
La sentenza ha motivato che non si tratta di applicazione retroattiva di una disciplina regolamentare sopravvenuta, ma di un "rinvio mobile", dato che l'articolo 2, lettera g) del Dm 27 agosto 2007, n. 3747 richiamava il Dm3 maggio 1993, n. 228, che conteneva l'inciso: "e successive modificazioni e integrazioni".

SALE GIOCHI
Distanza di 300 metri dai "siti" sensibili

È legittimo il provvedimento del Comune che ha ordinato la rimozione degli apparecchi da gioco da un esercizio commerciale che si trovava nel raggio di 300 metri da numerosi "siti sensibili" (scuole e case di riposo per anziani).
Tribunale reg. giust. amm. Bolzano, sentenza 28 agosto 2015, n. 273
La sentenza ha applicato correttamente la legge della Provincia di Bolzano 14 dicembre 1988, n. 58, e ha considerato infondata la questione di legittimità costituzionale di questa legge, prospettata in riferimento all'articolo 117, comma 2, lettere e) e h) della Costituzione.

ACCESSO
A una denuncia anonima
È legittimo il diniego del Comune alla richiesta di un proprietario di un immobile di accedere ad una denuncia anonima, in base alla quale la Polizia Municipale ha effettuato un sopralluogo all'immobile.
Tar Emilia Romagna, Bologna, sezioni unite, sentenza 26 agosto 2015, n. 784
La sentenza ha precisato che il richiedente l'accesso al testo della denuncia non avrebbe avuto alcun vantaggio ai fini della difesa dei propri interessi, anche perché - essendo la denuncia anonima - il richiedente non avrebbe potuto conoscere l'autore della denuncia.


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