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Sì del Consiglio di Stato al criterio del prezzo più basso per i servizi di call center e back office

di Antonio Nicodemo e Giovanni Francesco Nicodemo

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Per il Consiglio di Stato i servizi di call-center e di back office possono essere aggiudicati con il criterio del prezzo più basso. Non solo. Anche i contratti d’appalto caratterizzati da rilevanti profili di complessità, ed in particolare anche gli appalti di opere pubbliche, possono essere affidati sulla base del criterio del massimo ribasso, laddove la progettazione svolta dalla stazione appaltante sia giunta ad un grado di dettaglio tale da non richiedere l’acquisizione di soluzioni tecniche migliorative al mercato. Tanto è stato stabilito dalla V sezione del Consiglio di Stato con la sentenza n. 4040 dello scorso 31 agosto.
Ma i Giudici di Palazzo Spada giungono alla riportata decisione anche in forza di una circostanza ulteriore. Per il Consiglio di Stato, infatti, la scelta assunta da una stazione appaltante di valutare le offerte in base al solo risparmio economico costituisce ragionevole esplicazione dell’ampia discrezionalità riconosciuta alla stessa dalla norma in merito all’individuazione del criterio di aggiudicazione. Infatti, le stazioni appaltanti, nella fase della predisposizione della lex specialis di gara, tenuto conto dello specifico fabbisogno da soddisfare, devono partire proprio dall’oggetto dell’appalto per individuare poi il criterio di selezione. In questa fase – definita preparatoria della gara – l’amministrazione aggiudicatrice deve svolgere, in vista del futuro affidamento del contratto, la descrizione delle caratteristiche di quest’ultimo.
All’esito di tale attività, la stazione appaltante valuta la possibilità di richiedere o meno ai potenziali concorrenti ulteriori soluzioni tecnico-qualitative in grado di conseguire prestazioni qualitativamente migliori rispetto a quelle individuate in sede progettuale. Laddove non ricorresse l’indicata esigenza, si potrà ricorrere al criterio del prezzo più basso.

Il problema
Ragioni di completezza espositiva impongono una – seppur rapida – rappresentazione dei fatti di causa.
Una stazione appaltante ha indetto una gara per l’affidamento del servizio di gestione in overflow di servizi di call center e back office fissando quale criterio di aggiudicazione quello del massimo ribasso.
Tale scelta è stata contestata avanti al Giudice amministrativo in ragione del fatto che, a parere del ricorrente, il servizio in esame non è connotato da una elevata standardizzazione e, pertanto, il ricorso al criterio del prezzo più basso inficia la par condicio tra le imprese concorrenti, a causa dell’indeterminatezza dei contenuti dell’offerta da presentare. Le doglianze della parte ricorrente sono state in un primo momento accolte dal Tar Lazio che ha ritenuto, in presenza dei presupposti sopra indicati, illogico il ricorso al criterio di selezione del massimo ribasso. Le conclusioni cui è giunto il Tar Lazio in primo grado sono state poi sottoposte all’attenzione del Consiglio di Stato che ha assunto una posizione completamente differente.

La soluzione
La pronuncia in commento, destinata ad essere elevata a concreto punto di riferimento per le stazioni appaltanti, si fonda su due argomenti.
In primo luogo per la Sezione V del Consiglio di Stato i servizi di call-center e di gestione dei reclami dell’utenza costituiscono attività non implicanti significativi contenuti tecnico-specialistici quanto all’organizzazione di mezzi e personale ed ai processi produttivi. Al contrario, l’incontestabile serialità delle prestazioni, la non necessità dell’impiego di personale specializzato, l’assenza di strumenti di complessità tecnologica e la tipica delocalizzabilità delle unità produttive anche in paesi extracomunitari, conducono a ritenere del tutto ragionevole l’opzione dell’ente aggiudicatore di attribuire rilevanza esclusiva ai fini dell’individuazione dell’appaltatore all’elemento prezzo.
Più nel dettaglio, per il Consiglio di Stato i servizi a basso contenuto tecnologico e ad alta intensità di lavoro possono presentare rilevanti margini di comprimibilità dei costi interni. In questi termini, nell’ambito degli strumenti astrattamente utilizzabili al fine di conseguire economie aziendali per lo svolgimento di servizi di call-center e di back office in generale, viene in particolare in rilievo il fenomeno della delocalizzazione e la conseguente possibilità di sfruttare le asimmetrie salariali vigenti tra Stati diversi.
In secondo luogo, a quanto sino ad ora rappresentato la sezione V del Consiglio di Stato ha aggiunto che, a normativa vigente, la stazione appaltante nella predisposizione della lex specialis di gara può legittimamente definire in via autonoma la combinazione dei fattori produttivi necessari alla fornitura del servizio, incentrando, invece, la selezione sul solo elemento costituito dal risparmio economico da esso conseguibile, salvo il rispetto di standard minimi di tipo organizzativo e di rendimento, atti a garantire la necessaria interoperabilità delle attività dell’appaltatrice con la propria struttura ed il rispetto della normativa vigente.


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