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Procedure competitive anche per terzo settore e cooperative sociali

di Alberto Barbiero

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

La razionalizzazione degli acquisti di servizi da parte degli enti locali deve tener conto degli affidamenti agli organismi del terzo settore e alle cooperative sociali di tipo B.
La consultazione lanciata dall'Autorità nazionale anticorruzionesui rapporti tra amministrazioni pubbliche e soggetti no profit (con osservazioni che possono essere presentate sino al 10 settembre) ha evidenziato la necessità di una regolamentazione organica, che probabilmente avrà la sua definizione nel decreto legislativo di recepimento delle nuove direttive comunitarie, ma che nell'immediato comporta per le stazioni appaltanti (per gli enti locali in particolare) la revisione di prassi consolidate.

La consultazione dell'Anac
La proposta di linee-guida dell'Anac evidenzia anzitutto come anche per gli affidamenti a soggetti del terzo settore siano necessarie procedure competitive nel rispetto dei principi dell'ordinamento comunitario, che, per i servizi compresi nell'allegato IIB del codice, possono connettersi alla particolare procedura derogatoria prevista dagli articoli 20 e 27 del Dlgs 163/2006.
Tuttavia i soggetti no profit sono connotati come operatori economici e in questa veste hanno margine per partecipare ad ordinarie procedure di appalto, come evidenziato dal Consiglio di Stato, sezione III, con la sentenza n. 3685 del 27 luglio 2015con riferimento alle associazioni di volontariato.
Il settore dei servizi sociali ha assunto connotazione di ambito rischioso sotto il profilo della prevenzione della corruzione (come risulta anche dal recente protocollo d'intesa per la vigilanza collaborativa tra Anac e Roma Capitale, stipulato il 29 luglio) e questo deve comportare il necessario aggiornamento delle misure del piano anticorruzione.
Le amministrazioni devono impostare percorsi competitivi anche per la selezione delle cooperative sociali di tipo B, alle quali intendano affidare servizi (non socio-assistenziali o socio-educativi) o forniture di valore inferiore alla soglia comunitaria. Su questo aspetto l'Anac ha evidenziato nella proposta di linee-guida la rilevanza dell'obbligo di confronto per tali affidamenti definito dal comma 610 dell'articolo 1 della legge 192/2014.


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