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L'esercizio di case-vacanze richiede la Scia

di Solveig Cogliani

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

L’attività extralberghiera di casa-vacanze rientra tra le tipologie di attività per le quali la Lr Campania, n. 17/2001, richiede la presentazione della Scia (in luogo dell’originaria autorizzazione prevista dall’articolo 9, ora abrogato, per effetto delle modifiche introdotte dall’articolo 1, commi 69 e 70, della Lr 7 agosto 2014, n. 16).
Di conseguenza il Tar Napoli, sezione III, con la sentenza 28 luglio 2015, n. 4038, ha respinto il ricorso avverso il provvedimento del Comune di Sorrento con cui era stata ordinata la cessazione immediata di una attività extralberghiera di casa-vacanze per mancanza di Scia.

Il caso
Il Comune di Sorrento, con ordinanza dirigenziale, aveva ordinato la cessazione immediata dell’attività extralberghiera di casa-vacanze, esercitata in un immobile (non godendo di alcuna autorizzazione all’esercizio dell’attività e non avendo i ricorrenti, proprietari dell’immobile, presentato la Scia). Lo stesso provvedimento conteneva l’avvertenza «che l’eventuale inottemperanza, oltre a costituire oggetto di comunicazione all’Autorità giudiziaria ai sensi dell’articolo 650 c.p., comporterà, qualora protratta oltre il 3° giorno, l’esecuzione d’ufficio mediante l’apposizione di sigilli».
Ciò era contestato dai ricorrenti, che sottolineavano il carattere meramente transitorio ed occasionale della locazione.
Tuttavia, il Tar Napoli ha evidenziato la corrispondenza della fattispecie a quanto previsto precipuamente dall’articolo 3, primo comma, della Lr 24 novembre 2001, n. 17 (“Case e appartamenti per vacanze”), che  così definisce le case vacanze: «Sono case e appartamenti per vacanze le case e gli appartamenti dati in locazione ai turisti, senza la prestazione di alcun servizio di tipo alberghiero, ma con obbligo di recapito referente ospiti, per una permanenza minima di tre giorni e massima di novanta giorni». Inoltre, rileva che l’attività può essere esercitata anche in forma non imprenditoriale (cfr. l’articolo 3, quarto comma, lett. b), della Lr n. 17/2001).

I poteri rimessi alla Pa
Con riguardo alla legittimità del provvedimento assunto dal Comune di Sorrento, il Tar Napoli ha precisato poi che l’ordine di cessazione dell’attività va ricondotto al potere inibitorio dell’attività esercitata in assenza di Scia e si colloca al di fuori dell’esercizio del potere sanzionatorio.
Infatti, l’articolo 19, secondo comma, della legge n. 241/1990 dispone che non può essere intrapresa l’attività senza averne prima segnalato l’inizio («L'attività oggetto della segnalazione può essere iniziata dalla data della presentazione della segnalazione all'amministrazione competente»).
Al contrario l’applicabilità delle sanzioni pecuniarie (di cui all’articolo 15, primo comma, della Lr 24 dicembre 2001, n. 17, come modificato dall’articolo 1, comma 69, lett. a), della Lr 7 agosto 2014, n. 16) concerne tutt’altro aspetto e non esaurisce di certo lo spettro dei poteri rimessi alla Pa in presenza di un’attività irregolare.

Le case-vacanze
Si intende per  “case e appartamenti per vacanze” le strutture ricettive organizzate per fornire alloggio e servizi in unità abitative composte da uno o più locali arredati e dotati di servizi igienici e di cucina e collocate in un unico complesso o in più complessi immobiliari per un minimo di 3 appartamenti; tuttavia, si considera l’esercizio in forma imprenditoriale ove  il soggetto gestore abbia la disponibilità, anche temporanea, di un minimo di tre appartamenti situati nel medesimo territorio Comunale. Per aprireuna casa o appartamento per vacanze occorre presentare, per via esclusivamente telematica, una segnalazione certificata di inizio attività al Suap, completa della documentazione richiesta.
A seguito, peraltro, dell’impulso comunitario di cui alla cd. “Direttiva Servizi” (CE n. 123/2006), l’articolo 49, comma 4 bis del Dl 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni nella legge 30 luglio 2010, n. 122 ha sostituito l’articolo 19 della legge 241/1990 introducendo la segnalazione certificata di inizio attività, in luogo della precedente dichiarazione di inizio attività.
Ciò comporta che l’attività oggetto della segnalazione può essere iniziata dalla stessa data di presentazione della segnalazione, fatta salva la possibilità per l’amministrazione di intervenire nei successivi 60 giorni per vietare la prosecuzione dell’attività. Si tratta, dunque, di un’attività di verifica dei presupposti per l’esercizio dell’attività successivo alla presentazione di un atto che mantiene una funzione privatistica.


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