Home  › Edilizia e appalti

Gare d'appalto, negligenze o malafede vanno riferiti al singolo operatore

di Federico Gavioli

Q
E
L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Nelle procedure di gara i requisiti generali richiesti, in caso di grave negligenza o malafede, vanno riferiti al singolo operatore economico responsabile di gravi inadempimento contrattuali; eventuali contestazioni devono essere fatte alla società partecipante e non al socio che ne fa parte.

La vicenda
Sulla questione si è di recente espresso il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 1557/2015, che ha affermato che la valutazione della stazione appaltante, sulla grave negligenza o malafede nell'esecuzione delle prestazioni affidate a seguito dell'esito della procedura di gara è riferita al singolo operatore economico responsabile di gravi inadempimenti contrattuali in precedenti appalti o nell'esercizio della propria attività professionale; la stessa responsabilità non può invece essere riferita ad altri soggetti, benché tra di essi vi siano rapporti di carattere giuridico, come quello tra socio e società.
I giudici di Palazzo, tra le diverse questioni poste hanno esaminato anche la questione, che la terza ditta classificata, un Ati composta da una Srl e una Spa, contestava alla seconda in graduatoria, una Srl, il fatto che doveva essere esclusa dalla partecipazione alla gara per grave negligenza professionale ai sensi dell'articolo 38, comma 1, lettera f) del Codice dei contratti pubblici. La ditta seconda classificata era una Srl composta da un socio che aveva subito una condanna per frode come impresa individuale.

La posizione del socio
I giudici di Palazzo Spada osservano che la questione centrale del ricorso è stabilire se questi fatti, che in astratto potrebbero effettivamente integrare la «grave negligenza o malafede» prevista dall'articolo 38, comma 1, lettera f), del Codice dei contratti pubblici, come causa ostativa alla partecipazione a procedure di affidamento di appalti pubblici, possano rilevare nei confronti di un diverso soggetto giuridico. Alla gara in contestazione nel presente giudizio ha partecipato non già la ditta individuale, ma la Srl di cui il medesimo è socio di maggioranza (titolare del 60% del capitale sociale, spettante ai figli di questo, uno dei quali era anche amministratore unico).

La decisione
La risposta al riguardo è negativa, malgrado i legami societari e familiari; sul piano letterale, l'articolo 38 prevede infatti l'esclusione «dalla partecipazione alle procedure di affidamento (…) degli appalti (…) i soggetti (…) che, secondo motivata valutazione della stazione appaltante, hanno commesso grave negligenza o malafede nell'esecuzione delle prestazioni affidate dalla stazione appaltante che bandisce la gara; o che hanno commesso un grave errore nell'esercizio della loro attività professionale, accertato con qualsiasi mezzo di prova da parte della stazione appaltante».
La norma è dunque riferita (e non potrebbe essere diversamente) al singolo operatore economico responsabile di gravi inadempimenti contrattuali in precedenti appalti o nell'esercizio della propria attività professionale; la stessa responsabilità non può invece essere riferita ad altri soggetti, benché tra di essi vi siano rapporti di carattere giuridico, come quello tra socio e società, altrimenti determinandosi una estensione in malam partem delle norme sui requisiti di partecipazione a procedure di affidamento di appalti pubblici, le quali sono tassative.


© RIPRODUZIONE RISERVATA