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Edilizia scolastica, stanziate le risorse per interventi di ampio respiro

di Giovanni La Banca e Antonella Russo

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

La situazione della scuola italiana è sotto gli occhi di tutti e al centro dell'attenzione mediatica. Sono quotidiane, ormai, le notizie di crolli di soffitti, vetri rotti, aule piene di muffe, bagni in condizioni pietose e senza gli accessori fondamentali, carenza di certificazioni, problematicità sismiche. Tutto ciò nonostante la Costituzione preveda il dovere della Repubblica di rendere effettivo proprio il diritto allo studio.
Varie sono le cause che hanno determinato l'insostenibile situazione odierna, che questa opera affronta nel progressivo sviluppo temporale, unite ad una complessiva analisi delle forti criticità del sistema attuale.
Tuttavia, nonostante uno stato di fatto palesemente critico, l'attenzione dell'opinione pubblica e delle politiche governative sembra essersi focalizzata su tale punto e molti sono gli esempi virtuosi, nella speranza che, con ulteriori interventi, normativi, tecnici e strutturali, il patrimonio edilizio scolastico italiano possa diventare il volano di uno sviluppo non solo economico ma, soprattutto, della crescita umana degli studenti, ai quali deve essere garantito il tanto decantato diritto allo studio.

Uno spazio vitale di sviluppo e di integrazione
La progettazione dei luoghi dedicati all'educazione ha da sempre una forte valenza simbolica collegata, indefettibilmente, alla storia dell'uomo e, soprattutto, al rapporto indissolubile tra conoscenza e esperienza.
Architettura e pedagogia sono unite da un rapporto biunivoco e hanno una sempre più forte valenza formativa nel progettare ambienti scolastici, avendo alla mente sia l'idea di bambino attivo protagonista del proprio percorso di crescita, sia l'immagine del luogo che l'accoglie come spazio di vita quotidiana, che concorre al suo benessere, alla sua formazione ed educazione, che deriva dalle ricerche pedagogiche in stretta relazione con le attività degli architetti, degli insegnanti e delle famiglie dei bambini.
La scuola oggi assume sempre più un ruolo fondamentale sul territorio dove agisce, riuscendo a educare e rigenerare tessuti urbani, diventa luogo aperto alla comunità, e contenitore di iniziative socio culturali.
La progettazione architettonica nell'edilizia scolastica, conseguentemente, è dal mutamento delle condizioni sociali e dell'evoluzione dei principi educativi che ha portato a una lenta e continua valorizzazione del rapporto con lo spazio vitale del bambino e l'edilizia scolastica.
In questa prospettiva volge la rinnovata coscienza sociale che si è formata in riferimento a tale problematica che, soprattutto negli ultimi tempi, ha portato l'insostenibile situazione di inadeguatezza del patrimonio scolastico pubblico alla ribalta dell'attenzione, non solo dei media ma anche dello stesso Governo, che con un continuo susseguirsi di norme su norme sta attuando la cosiddetta "Buona Scuola" (legge 13 luglio 2015, n. 107 - Gazzetta Ufficiale 15 luglio 2015, n. 160).

La buona scuola
In particolare, con la legge 107/2015, in vigore dal 16 luglio 2015, sono stati stanziati 200 milioni di euro in più per i cantieri con mutui Bei e 300 milioni per le scuole innovative. La dotazione cresce in modo significativo perché l'impegno statale per ripagare i mutui trentennali con la Bei passa da 40 milioni l'anno a 54 milioni l'anno in totale.
Con un ulteriore emendamento presentato dal Governo in Senato, è stato anche fluidificato il meccanismo di trasmissione dei soldi che, dalla Bei, arriva fino agli Enti locali: in particolare è stata prevista la possibilità di eliminare il passaggio diretto dalle Regioni, consentendo a queste ultime di delegare a terzi il pagamento. Complessivamente, si stima in 200 milioni di euro l'impegno aggiuntivo sul meccanismo dei mutui Bei, così come quantificato dal MIUR, mentre è molto più ottimista invece l'Ance, il cui centro studi calcola che queste misure possano liberare risorse superiori ai 300 milioni di euro.

I fondi non spesi e da recuperare
A queste somme vanno aggiunti tutti i fondi non spesi derivanti dai vecchi programmi, di cui si è persa traccia per l'assenza di un efficace monitoraggio, che saranno utilizzati per la sicurezza degli edifici.
Ne fanno parte, per esempio, i fondi del Dl 185/2008 (articolo 20), la programmazione dei fondi coesione e sviluppo 2007-2013, i programmi Por, Poi e Pon (sempre ciclo 2007-2013).
Il governo ha fissato delle scadenze a carico delle Regioni per rendicontare in modo definitivo la spesa, anche se l'ammontare delle somme recuperabili resta indefinito.
Sarà l'Osservatorio per l'edilizia scolastica, istituito presso il Miur, a coordinare strategie e risorse per gli interventi e promuovere la cultura della sicurezza. Oltre a ciò, arrivano semplificazioni per alcune tipologie di opere urgenti dello Sblocca Italia (scuole, rischio idraulico, antisismico, beni culturali): il silenzio assenso per nulla osta, permessi e pareri maturerà dopo 45 giorni.
Trattasi di un'evidente semplificazione che consiste nel silenzio assenso di 45 giorni per tutti "i pareri, i visti e i nulla osta" legati agli interventi.
Le amministrazioni interessate potranno pronunciarsi, anche tramite conferenza di servizi; ma, superati 45 giorni dalla richiesta, i pareri (o i visti o i nulla osta) "si intendono acquisiti con esito positivo".
La norma va a garantire la più celere realizzazione non solo degli interventi di edilizia scolastica ma anche, per esempio, degli interventi di messa in sicurezza di edifici scolastici di ogni ordine e grado oltre a quelli dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica (compresi gli interventi di demolizione e ricostruzione); interventi di mitigazione dei rischi idraulici e geomorfologici del territorio; interventi di adeguamento alla normativa antisismica; interventi di tutela ambientale e del patrimonio culturale.

Il profondo intervento di riqualificazione funzionale
È evidente che le criticità illustrate denotano una scarsa attenzione alle reali problematiche della scuola e, più nel dettaglio, dell'edilizia scolastica, che, pertanto, necessita di un profondo intervento di riqualificazione.
Assumendo naturalmente come parametri i livelli di qualità prestazionale posti dalle normative tecniche vigenti, impone di considerare non soltanto le carenze degli elementi tecnici ma anche la mancanza o inefficienza di spazi importanti per le attività tipiche della vita scolastica e con le caratteristiche strutturali degli edifici che determinano un inevitabile disagio abitativo.
Ciò comporta la necessità di procedere alla riqualificazione totale del manufatto edilizio, inteso come insieme del sistema spaziale e tecnologico, che tenga conto anche degli aspetti propri della cultura del recupero, quali l'approccio sistemico, la mediazione tra le istanze di conservazione e di trasformazione nonché la centralità del momento conoscitivo.

Gli obiettivi: ottimizzare gli spazi e dotare le scuole di moderne risorse tecnologiche
La concezione pedagogica moderna, imprescindibile nell'ambito di una completa e adeguata riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, comporta che il processo educativo è strutturato come una complessità di interazioni, dove riveste un ruolo fondamentale l'ambiente fisico in cui insegnanti e studenti si muovono.
Riqualificare le scuole contribuisce a ottimizzare e strutturare al meglio spazi, componenti e tecnologie che contribuiscono al corretto svolgimento dell'azione educativa e dei processi cognitivi entrando a pieno titolo nei processi formativi.
In tal modo, la riqualificazione può diventare un momento fondante per la creazione del legame, troppo spesso inesistente, tra i canoni costruttivi e architettonici a quelli pedagogici per i quali la scuola è pensata attraverso un continuo e produttivo confronto con le tematiche oggi al centro del dibattito e della ricerca italiana ed europea in materia, quali:
- uso delle tecnologie più innovative in tema di risparmio delle risorse naturali;
- uso dell'energia solare e fotovoltaica per il riscaldamento e il raffreddamento delle strutture;
- attenzione ai materiali bio-compatibili;
- dialogo costante fra spazi e pedagogia in funzione di stimolo allo sviluppo cognitivo e della personalità del ragazzo;
- forte caratterizzazione degli spazi interni ed esterni.
La riqualificazione edilizia degli spazi per fare didattica può diventare uno strumento importante per supportare la trasformazione, da più parti auspicata, delle metodologie di insegnamento e di apprendimento.
Le azioni tecniche e le tecnologie disponibili nell'intervento di manutenzione, programmate e progettate in chiave sistemica, e l'attuazione di programmi culturali e didattici finalizzati alla gestione delle risorse e degli spunti derivanti dall'intervento possono fare dell'educazione l'unione dei due poli.
Il progetto di riqualificazione, in quanto atto mirato a ripristinare la qualità presente e nel caso a implementarla, si confronta in partenza con quadro prestazionale già delineato che l'edificio già esprime, il suo successo sarà legato proprio alla capacità del progetto di dialogare con i livelli qualitativi offerti dall'edificio che vanno di volta in volta, preservati, migliorati, integrati.


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