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Opere architettoniche artistiche, sulle modifiche tutelato il diritto morale d'autore

di Solveig Cogliani

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Il diritto morale d’autore si manifesta nel diritto di rivendicare la paternità dell’opera e di opporsi alle modifiche che pregiudichino onore o reputazione dell'autore. Per le opere architettoniche l’autore non può opporsi alle modifiche che si rendano necessarie, durante o dopo la sua realizzazione. Quando all’opera sia riconosciuto carattere artistico, tuttavia, questi può pretendere di effettuare personalmente lo studio e l’attuazione delle modifiche: a tal fine l’intervento dell’autorità preposta non ha valenza pubblicistica e può essere sollecitato solo dall’autore.
Lo afferma il Tar Reggio Calabria, con la sentenza n. 668 dell’8 luglio 2015.

Il Lido comunale di Reggio Calabria
Il caso prende le mosse dal riconoscimento, ai sensi dell’articolo 20, co. 2, legge n. 633 del 1941 e dell’articolo 15 del Regolamento, di cui al Rd n. 1369 del 1942, dell’importante carattere artistico del complesso immobiliare del Lido comunale di Reggio Calabria, con decreto 1 aprile 2014 del ministero dei Beni e delle attività culturali e del Turismo, in accoglimento dell’istanza presentata dall’unico superstite – al tempo della predetta domanda -  dello Studio di ingegneria, che aveva redatto le soluzioni originali e l’elaborazione del tema progettuale indicato dall’ing. Pierluigi Nervi, che ruotava intorno all’idea del Lido come luogo pubblico fruibile della collettività in maniera permanente.
L’Amministrazione comunale di Reggio Calabria avviava un programma di riqualificazione dell’area urbana del Lido comunale, per il quale era aggiudicata la gara per l’affidamento dei lavori e della progettazione esecutiva dell’opera.
In sede di Conferenza dei servizi – pur dopo il decesso dell’autore dell’opera - la Direzione regionale per i Beni culturali paesaggistici della Calabria, con parere del dicembre 2014, prescriveva che il progetto di riqualificazione in argomento fosse realizzato ferma restando la conservazione dei corpi di fabbrica di cui al predetto decreto ministeriale.

La decisione
Il Tribunale, nell’accogliere in parte il ricorso proposto dall’Amministrazione comunale, ha annullato il provvedimento della Direzione regionale, precisando i limiti di esercitabilità del diritto morale d’autore. La sentenza coglie lo spunto dal caso evidenziato, per un approfondito esame  sulla natura del diritto d’autore con riferimento alle opere architettoniche, concludendo che “non esiste una pretesa di assoluta immodificabilità financo in capo all’autore delle stesse: quanto, piuttosto – e nel caso in cui all'opera (…) sia riconosciuto dalla competente autorità statale importante carattere artistico - l’esercitabilità delle (diverse) prerogative sostanziate dallo studio e dall’attuazione delle modificazioni stesse” e “siffatta facoltà è riservata – esclusivamente – all’autore dell’opera”. Pertanto deve escludersi che il diritto morale d’autore, riconosciuto in capo all’unico sopravvissuto dello studio di ingegneria che aveva realizzato l’opera, sulla base del citato provvedimento ministeriale, possa essere esercitato da altri soggetti (quand’anche qualificati sotto il profilo ereditario).

Le opere architettoniche: particolarità della tutela
La peculiarità della tutela delle opere d’architettura contemporanea risulta evidente dalla constatazione che nel Codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al Dlgs n. 42 del 2004, essa risulta prevista (articolo 11) unicamente per il caso di riconoscimento del valore artistico dell’opera ad iniziativa dell’autore come previsto dall’articolo 37 dello stesso decreto. Se da un lato la tutela prescritta dal Codice è sicuramente finalizzata “a preservare la memoria della comunità nazionale e del suo territorio e a promuovere lo sviluppo della cultura”, tuttavia, nella specie, l’iniziativa del riconoscimento del valore artistico dell’opera architettonica è esclusivamente del privato (articoli 20 e 23 legge diritto d’autore e articolo 15, regolamento di esecuzione cit.). Peraltro, va precisato che nell’ambito della legge sul diritto d’autore l’opera architettonica è tutelata quale opera dell’ingegno, in quanto dotata del carattere della creatività, ovvero della novità e dell’originalità della stessa. La tutela assiste, dunque, un interesse (diritto) privato dell’autore, quale esplicazione delle facoltà a questo attribuite per la difesa della sua personalità (c.d. diritto morale dell’autore).
Con riferimento al caso in commento, si trattava dell’attribuzione di studiare ed attuare le modifiche che si erano rese necessarie nel tempo. Nonostante, dunque, la previsione della tutela delle opere d’architettura, come ipotesi ‘specifica’ nell’ambito del Codice, l’esplicazione della stessa, tramite l’attribuzione all’autore medesimo di intervenire personalmente in caso di modifiche, non assume carattere pubblicistico con la conseguenza che non può essere esercitata dall’Autorità pubblica preposta ai beni culturali ed attenendo ai diritti personalità neppure dagli eredi (in terminis, cfr. Tar Toscana, n. 454 del 2000 sulla vicenda relativa ad un palazzo settecentesco, in Prato, ristrutturato, agli inizi degli anni ’50,  dall’architetto Gamberini).

Conclusioni
In vero sembra auspicabile un intervento legislativo di chiarificazione e coordinamento delle previsioni contenute nel Codice. Infatti, se l’articolo 10 prevede come norma di carattere generale che “Sono beni culturali le cose immobili e mobili appartenenti allo Stato, alle Regioni, agli altri Enti pubblici territoriali, nonché ad ogni altro ente ed istituto pubblico e a persone giuridiche private senza fine di lucro, ivi compresi gli Enti ecclesiastici civilmente riconosciuti, che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico” (comma 1), nonché anche i beni mobili ed immobili per cui sia intervenuta la dichiarazione di cui al successivo articolo 13, l’articolo 11 ricomprende le opere architettoniche tra le “Cose oggetto di specifiche disposizioni di tutela”.
Viene da chiedersi se vi sia, dunque, uno spazio di tutela per le opere dell’architettura contemporanea che abbiano inciso sul contesto socio-culturale ove la preservazione dagli interventi rimanga limitata all’esercizio del diritto da parte dell’autore.


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