Edilizia e appalti

I casi e le soluzioni per gli Enti locali

di Vittoria Italia

EDILIZIA
Restauro di stalla e (Denuncia di inizio attività – Dia)

È illegittima la dichiarazione di inefficacia di una Dia per lavori di restauro di una stalla con fienile, perché l'interessato non è imprenditore agricolo, ma coltivatore diretto.
Tar Emilia Romagna, Bologna, sezione 2, sentenza 6 luglio 2015, n. 639
La sentenza ha esattamente argomentato che l'articolo 2135 del Codice civile stabilisce che: "è imprenditore agricolo colui che esercita l'attività: di coltivazione del fondo …, allevamento di animali con attività connesse", e quindi l'interessato, pur essendo coltivatore diretto, poteva essere qualificato anche come imprenditore agricolo.

Stabilimento balneare e Scia
È legittimo il divieto del Dirigente comunale alla prosecuzione dell'attività di uno stabilimento balneare effettuata in base alla Scia (Segnalazione certificata di inizio attività).
Consiglio di Stato, sezione 6, sentenza 8 luglio 2015, n. 3397
La sentenza ha esattamente motivato che nel caso di specie questa segnalazione non era sufficiente, perché tale attività richiedeva la valutazione di interessi sensibili (ambientali, paesaggio, sicurezza), ed era quindi necessario:
a) il nulla osta della Soprintendenza; b) l'autorizzazione di pubblica sicurezza (articolo 80 del Testo unico di pubblica sicurezza) che presuppone la verifica della solidità del manufatto e dell'esistenza di uscite adatte allo sgombero.

Permesso di costruire e inizio dei "lavori"
È legittima la decadenza, stabilita dal Comune, di un permesso di costruire, perché non sono stati iniziati i "lavori" nel termine di un anno dal rilascio.
Tar Campania,Napoli, sezione 2, sentenza 9 luglio 2015, n. 3654
La sentenza ha precisato che le opere di sbancamento, l'installazione di un cancello, la costruzione di un muro di cinta e l'edificazione di una baracca per il deposito di attrezzi, non costituiscono l'effettivo inizio dei "lavori".

Impianti pubblicitari. Rimozione e avvio del procedimento
È legittima la diffida del Comune, anche senza la previa comunicazione di avvio del procedimento, che ha ordinato la rimozione di impianti pubblicitari realizzati nella fascia di rispetto autostradale.
Tar Abruzzo, Pescara, sezione 1, sentenza 8 luglio 2015, n. 288
La sentenza ha esattamente motivato che il Codice della strada (articolo 23, comma 13-
bis) e il Regolamento comunale stabiliscono che è possibile la "rimozione anticipata per ragioni di pubblico interesse", e l'articolo 3 del Codice vieta la realizzazione della fascia di rispetto di "costruzioni, recinzioni … e simili", e l'impianto pubblicitario rientra nella fattispecie di "oggetto simile".

PERSONALE
Collaborazione coordinata e continuativa con la Pa

Le controversie sui rapporti di lavoro autonomo con le Amministrazioni pubbliche sono di competenza del Giudice amministrativo per tutto quanto riguarda il potere discrezionale della Pa e per la fase che precede la stipulazione del contratto.
Consiglio di Stato, sezione 6, sentenza 8 luglio 2015, n. 3405
La sentenza ha poi precisato che le controversie che sorgono dopo che è stato stipulato il contratto, spettano alla giurisdizione del Giudice ordinario.

INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO
Telefonia mobile vicino a un Poliambulatorio

È illegittima l'autorizzazione del Comune all'installazione di un'antenna per telefonia mobile con stazione radio vicino a un Poliambulatorio.
Tar Sardegna, Cagliari, sezione 2, sentenza 2 luglio 2015, n. 906
La sentenza ha precisato che tra i compiti del Comune vi è quello della riduzione al minimo dei campi elettromagnetici "attraverso il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti".

APPALTI
Affidamento senza gara a Cooperative

L'affidamento senza gara a Cooperative con finalità agricole, industriali, commerciali o di servizi, può avvenire esclusivamente per appalti di forniture di beni e servizi, e non per appalti di servizi pubblici.
Tar Emilia Romagna, Bologna, sezione 2, sentenza 6 luglio 2015, n. 637
La sentenza ha precisato che l'articolo 5 della legge 381/1991, che prevede questa deroga, "ha valenza eccezionale", e deve quindi essere interpretata in modo restrittivo.

"Project financing" e verifica dell'offerta
Nella procedura di "Project financing", che ha una procedura in tre fasi, la Pubblica amministrazione ha il potere di verificare l'ammissibilità dell'offerta anche se vi è una sola offerta valida.
Consiglio di Stato, sezione 5, sentenza 7 luglio 2015, n. 3342
La sentenza ha motivato che questa verifica costituisce un'operazione che è "logicamente e tecnicamente preliminare" rispetto "a qualsiasi operazione di valutazione dell'offerta medesima".

Appalto in più lotti e ricorso cumulativo
È inammissibile il ricorso cumulativo contro l'aggiudicazione di una gara d'appalto in più lotti, se esso: a) è stato proposto da una società che ha presentato l'offerta per tutti i lotti; b) se ogni lotto costituisce una gara autonoma; c) se la gara si è conclusa con singole distinte aggiudicazioni.
Tar Lazio, Roma, sezione 3-quater, sentenza 2 luglio 2015, n. 8874
La sentenza ha precisato che la gara, pur essendo unica, era suddivisa in lotti del tutto indipendenti e non vi erano quindi i presupposti dell'effettiva "unicità" di questa gara.

Procedura negoziata senza bando
Le ipotesi previste dall'articolo 57, comma 2, lettera b) del Codice dei contratti pubblici, che consentono la scelta del contraente con procedura negoziata senza bando, sono eccezionali e devono essere interpretate in modo restrittivo.
Consiglio di Stato, sezione 3, sentenza 10 luglio 2015, n. 3488
La sentenza ha precisato che queste ipotesi sono eccezioni al principio generale della pubblicità e della massima "concorrenzialità" e perciò i presupposti stabiliti dalla legge devono essere accertati con il massimo rigore e non sono suscettibili di interpretazione estensiva.

Collegamento tra imprese e indizi
È illegittima l'esclusione di una società dalla gara, se il provvedimento è stato basato su alcuni indizi di "collegamento sostanziale", e non è stata data a questa società la possibilità di fornire giustificazioni.
Tar Piemonte, Torino, sezione 2, sentenza 10 luglio 2015, n. 1214
La sentenza ha precisato che la Corte di Giustizia UE ha stabilito che il denunciato collegamento tra le imprese non comporta l'esclusione automatica, ma richiede un'indagine rivolta ad accertare se questo collegamento ha influito sul comportamento nella gara ed ha determinato una turbativa nella selezione.

Revoca e risarcimento
È inaccoglibile la domanda di risarcimento del danno proposta da una società alla quale, a causa di nuove disposizioni normative che hanno modificato le condizioni previste nel bando, è stata revocata l'aggiudicazione definitiva.
Tar Toscana, Firenze, sezione 1, sentenza 8 luglio 2015, n. 1025
Il mutamento della legislazione nazionale è stato qualificato, nella motivazione e con linguaggio antico, come un "
factum Principis", cioè come un avvenimento dipendente dall'autorità politica, che non può essere attribuito alla stazione appaltante.

ACCESSO
A documenti sullo sversamento di inquinanti in mare
È illegittimo il rigetto di una domanda di accesso, proposta da un Comitato per la tutela ambientale, alle copie dei documenti relativi allo sversamento di inquinanti in mare, giustificato dal fatto che vi erano delle indagini in corso da parte del Giudice penale.
Tar Lazio, Roma, sezione 3-ter, sentenza 6 luglio 2015, n. 8971
Secondo il Tar, l'Amministrazione avrebbe dovuto svolgere un'adeguata istruttoria, chiedendo alla Procura di consentire la diffusione di queste informazioni relative alla tutela dell'ambiente.

RISARCIMENTO DANNI
Competenza del Giudice amministrativo e del Giudice ordinario

La competenza per il risarcimento dei danni richiesto alla Pubblica amministrazione è del Giudice amministrativo se il danno si pone in un rapporto diretto con l'illegittimo esercizio del potere pubblico, ed è del Giudice ordinario se il danno è provocato da "comportamenti" della Pubblica amministrazione che sono al di fuori dal precedente esercizio di quel potere.
Corte di cassazione, sezioni unite civili, ordinanza 1 giugno 2015, n. 11292
Il caso riguardava un illecito e immotivato respingimento alla frontiera di due cittadine russe, che avevano tutti i requisiti per entrare in Italia (passaporto, voucher, biglietti ecc.). L'ordinanza della Corte di cassazione ha dichiarato la competenza del Giudice ordinario.

Termine di 120 giorni per fatti illeciti avvenuti prima del Codice del processo amministrativo
Il termine di decadenza di 120 giorni, stabilito dall'articolo 30, comma 3 del Codice del processo amministrativo per la domanda di risarcimento dei danni per lesione di interessi legittimi, non può essere applicato a fatti illeciti che sono avvenuti prima dell'entrata in vigore di questo Codice.
Consiglio di Stato, adunanza plenaria, sentenza 6 luglio 2015, n. 6
La sentenza ha richiamato i princìpi generali, e ha precisato che non è consentita l'applicazione retroattiva di una "reformatio in peius", senza che vi sia una "prescrizione esplicita in tal senso".

Danno non patrimoniale e prova
Il danno non patrimoniale può essere risarcito soltanto se esso è provato, e la prova può essere data con ogni mezzo, anche ricorrendo a "presunzioni".
Consiglio di Stato, sezione 6, sentenza 8 luglio 2015, n. 3400
La sentenza ha precisato che, nel caso di specie, non sono stati provati gli affermati "micro-pregiudizi" causati a un minore disabile, dalla mancata assegnazione di un numero sufficiente di ore di sostegno durante l'anno scolastico.

FOGLIO DI VIA
Per moleste attività di meretricio

È legittimo il provvedimento del Questore che ha stabilito il rimpatrio obbligatorio presso il Comune di origine e il divieto (per tre anni) di tornare al Comune dove era stata fermata, perché la destinataria aveva continui atteggiamenti molesti nei confronti dei passanti "con insistenti richieste di denaro in cambio di rapporti sessuali".
Tar Veneto, Venezia, sezione 1, sentenza 1 luglio 2015, n. 772
La sentenza ha precisato che la prostituzione non costituisce di per sé un reato ma che le modalità del comportamento erano pericolose e mettevano in pericolo l'integrità fisica e morale dei minorenni, la sanità, la sicurezza e la tranquillità pubblica, ai sensi dell'articolo 1 del Dlgs 159/2011.

RICORSO COLLETTIVO
Legittimazione e interessi di ogni ricorrente

È inammissibile il ricorso collettivo che non precisa quali siano le ragioni della legittimazione o dell'interesse di ogni ricorrente.
Consiglio di Stato, sezione 3, sentenza 8 luglio 2015, n. 3426
La sentenza ha precisato che chi agisce in un giudizio amministrativo, anche con un ricorso collettivo, deve indicare e "allegare" gli elementi, dati e documenti in sostegno della sua posizione, in modo che il giudice possa controllare l'interesse di ciascuno e la fondatezza della domanda.


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