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Niente soccorso istruttorio per il contratto di avvalimento generico

di Tiziana Krasna

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Il soccorso istruttorio non può ritenersi operante quando nel contratto di avvalimento l'impegno assunto dall'impresa ausiliaria in favore dell'impresa avvalente risulti generico e indeterminato, non essendo precisate analiticamente le risorse, tecniche, materiali, strumentali ed umane messe effettivamente a disposizione, né il tempo per il quale le stesse risorse sono messe a disposizione dell'impresa ausiliata.
Non si tratta, difatti, nel caso di specie di un'omissione o una dimenticanza surrogabile con l'istituto in oggetto, ma si tratta dell'assenza di un requisito di un contratto stipulato tra la concorrente e un terzo, con la conseguenza che la genericità dello stesso non può essere sostituita con una determinazione postuma ovvero, ancora, un contratto nullo per indeterminabilità dell'oggetto non può essere sanato con una dichiarazione postuma, in mancanza di espressa previsione normativa come consentito dalla clausola di salvezza disciplinata dall'articolo 1423 cc.
Lo ha chiarito la sezione I del Tar Calabria con sentenza del 1° luglio 2015, n.1165.

Il caso
Nella specie, oggetto di contestazione era il contratto di avvalimento giudicato nullo in quanto non specificava la sua concreta portata e le modalità e i limiti con i quali le risorse venivano messe a disposizione di parte ricorrente; che la ricorrente era quindi esclusa dalla gara.

Argomenti, spunti e considerazioni
La decisione del Tar Calabria è da condividere.
L'istituto del soccorso istruttorio si attaglia infatti a situazioni nelle quali viene in rilievo un'omissione o una dimenticanza non strutturale, per così dire. Non può essere di conseguenza il rimedio utile per situazioni non riparabili quale è anche, per ciò che qui rileva, quella dell'assenza di un requisito di un contratto stipulato tra la concorrente e un terzo, atteso che, come noto, un contratto nullo per indeterminabilità dell'oggetto non può essere sanato con una dichiarazione postuma, in mancanza di espressa previsione normativa come consentito dalla clausola di salvezza disciplinata dall'articolo 1423 cc.


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