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Diritto di accesso, la modulistica predisposta dall'Amministrazione è solo indicativa

di Vittorio Italia

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

L'Amministrazione comunale non può pretendere l'utilizzo di "modulistica dedicata" predisposta a pena di inammissibilità della pretesa ostensiva dovendo valutarsi la funzione della stessa come ausilio offerto ai privati e non come condizione di ammissibilità o procedibilità della procedura di accesso (Tar Toscana, sezione 3, sentenza 29 giugno 2015, n. 996).

La questione controversa
Una società, proprietaria di due fondi e di un ampio complesso edilizio, ha ricevuto un'ordinanza di demolizione di alcune opere che sarebbero state realizzate senza i necessari titoli edilizi. La società ha chiesto di accedere agli atti contenenti la comunicazione della Polizia municipale con il verbale, che erano state richiamati nell'ordinanza di demolizione. Il Comune ha respinto la richiesta, sostenendo che la stessa non era stata presentata sull' apposito "modulo" predisposto dagli Uffici dell'Amministrazione. La società ha proposto ricorso al Tar contro questo diniego e il Tribunale ha accolto il ricorso, ordinando al Comune di esibire, entro 15 giorni, i documenti richiesti.

L'"aggravamento" del procedimento
Il Tar Toscana è giunto a questo dispositivo sulla base delle seguenti argomentazioni:
1) Il diniego all'accesso perché la domanda non era stata formulata sull' apposito "modulo", è "sicuramente illegittimo";
2) Nessuna norma autorizza l'Amministrazione a pretendere l'utilizzo di un "modulo" da essa predisposto, pena l'inammissibilità della richiesta di accesso;
3) L'eventuale uso di una "modulistica dedicata" predisposta dall'Amministrazione può costituire un aiuto offerto ai privati, ma non può essere una condizione di ammissibilità o procedibilità della procedura di accesso.
La sentenza è corretta e sviluppa un preciso sillogismo logico. Si può soltanto rilevare che la sentenza non ha tenuto conto di un altro argomento utile per pervenire allo stesso dispositivo, e cioè che l'articolo 1, comma 2 della legge 241/1990, stabilisce che: "la Pubblica amministrazione non può aggravare il procedimento se non per straordinarie e motivate esigenze imposte dallo svolgimento dell' istruttoria".
L'imposizione dell'uso di un "modulo", a pena di inammissibilità della domanda, costituisce un indubbio "aggravamento" del procedimento.

Le ripercussioni sugli altri Comuni
La sentenza ha delle conseguenze per gli altri Comuni, che – a quanto risulta – utilizzano ancora dei "moduli" predisposti, e non accettano domande di accesso se non sono scritte su questi "moduli". Ciò viene giustificato da alcune Amministrazioni con l'argomento che è opportuno - per favorire l'attività degli impiegati dell'Ufficio addetti all'accesso - che la domanda sia formulata in un determinato modo, e predisposta con eventuali caselle dove apporre delle crocette. Ma questo argomento non giustifica l'inammissibilità della domanda, perché la domanda di accesso ai documenti della Pubblica amministrazione o che sono detenuti da essa è l'esercizio di un diritto.


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