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Consultazione Ue sui ricorsi negli appalti, il 20 scade il termine per inviare proposte

di Paola Rossi

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Scade il prossimo 20 luglio il termine per inviare osservazioni e proposte sui mezzi di risoluzione delle controversie in materia di appalti. Al centro della consultazione la direttiva 2007/66/Ce riguardante i ricorsi in materia di aggiudicazione degli appalti pubblici. Il recepimento in Italia di questa direttiva è stato realizzato con l'adozione del Dlgs 53/2010. La direttiva 2007/66/Ce ha profondamente modificato altre due direttive la n. 89/665/Cee, che riguarda il settore pubblico e la n. 92/13/Cee che riguarda il settore delle utilities.

La normativa comunitaria
Il sistema dei «rimedi» messo in campo dall'Unione europea richiede, per quanto riguarda i contratti che rientrano nel campo di applicazione delle direttive che fissano le norme sostanziali in materia di appalti pubblici (n. 2004/17/Ce e n. 2004/18/Ce, sostituite dalle nn. 2014/23/Ue, 2014/24/Ue e 2014/25/Ue), maggiore celerità e piena accessibilità da parte degli interessati dei mezzi di ricosro contro decisioni prese dalle amministrazioni aggiudicatrici o enti aggiudicatori che abbiano violato il diritto comunitario degli appalti pubblici. Gli Stati membri devono garantire che le procedure siano accessibili almeno a chiunque abbia o abbia avuto, un interesse ad ottenere un determinato appalto e sia stato o rischi di essere, leso a causa di una presunta violazione. Le direttive sui ricorsi permettono di proporre ricorso sia prima della firma del contratto (rimedi precontrattuale) e dopo (rimedi post-contrattuali).
I ricorsi precontrattuali sono destinati a correggere la violazione delle norme in materia di appalti pubblici nel corso della procedura di gara e, in ogni caso, prima che il contratto diventa effettivo. Questi includono il diritto di misure provvisorie, un termine sospensivo obbligatorio e l'obbligo di sospendere la procedura di aggiudicazione, mentre l'appello è oggetto di indagine per impedire l'aggiudicazione dell'appalto.
I ricorsi post-contrattuali mirano invece, a dichiarare un contratto esistente inefficace e/o riconoscere un indennizzo dei danni alle parti legittimate dopo che il contratto in questione è stato assegnato.

Entro il 20 luglio l'invio dei contributi alla Ue
I contributi pervenuti saranno pubblicati on line dalla Ue. La consultazione è aperta a qualsiasi gruppo, ma l'Europa mira a ottenere interventi soprattutto da parte di amministrazioni o enti aggiudicatori, enti di revisione, operatori economici e avvocati. Per inviare il contributo la Ue avverte che solo gli invii ricevuti attraverso il questionario online EUSurvey saranno presi in considerazione e inclusi nella relazione che riassumerà le risposte. La consultazione fornirà comunque validissimo materiale di riflessione sulla direttiva 2007/66/Ce, che impone alla Commissione di riferire al Parlamento europeo e al Consiglio in merito all'efficacia delle norme su ricorsi, sanzioni alternative e termini.


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