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Distributore di sigarette sul marciapiede, no alla revoca della concessione senza il sopralluogo

di Vittorio Italia

In un Comune una società con attività di rivendita di generi di monopolio, aveva ottenuto una concessione di occupazione temporanea di suolo pubblico, con un distributore automatico di sigarette. La società ha poi chiesto al Comune il rinnovo di questa concessione, che è stato però negato. Il diniego è stato motivato con l’argomento che, in base all’articolo 20 del Codice della strada era necessario lasciare libero il marciapiede per almeno 2 metri, ed il distributore automatico impediva il transito dei pedoni, il passaggio dei carrelli della spesa e dei passeggini, nonché il transito più difficoltoso delle persone disabili.
La titolare della società ha proposto ricorso al Tar Friuli Venezia Giulia - Trieste, Sez. I, che, con la sentenza n. 289 del 17 giugno 2015, ha accolto il ricorso.

La sentenza
La sentenza del Tar si è basata sui seguenti argomenti:
1) Il Codice della strada, all’articolo 20, consentiva una deroga ai limiti di larghezza del marciapiede, ed il Comune non ha chiarito perché non ha concesso tale deroga.
2) Lo spazio del marciapiede attualmente libero era di circa 1 metro, ed era sufficiente per il passaggio di carrozzine, carrelli della spesa e persone disabili.
3) Il Comune non ha effettuato un’ispezione sul posto, non ha svolto un’adeguata istruttoria sui vari aspetti di questo problema, né ha argomentato sul mutamento di opinione rispetto alla precedente concessione temporanea di occupazione di suolo pubblico, dato che anche per il precedente rilascio della concessione temporanea erano presenti le stesse ragioni alla base dell’attuale diniego.

Valutazione della sentenza
La sentenza è da condividere, ed ha individuato i punti “deboli”, anzi illegittimi, del diniego dell’amministrazione. In particolare, è stato rilevato il vizio di contraddittorietà rispetto alle previsioni dell’articolo 20 del Codice della strada, che consentiva la deroga, e perciò l’Amministrazione avrebbe dovuto motivare sulla mancata utilizzazione di questa deroga. Infine, i Giudici hanno ritenuto determinante il fatto che il Comune non avesse svolto né un sopralluogo sul posto, né condotto un’adeguata istruttoria, in modo da chiarire e risolvere, anche preventivamente, eventuali contrasti.

Conseguenze per gli altri Comuni
Questa sentenza può avere un importante rilievo per gli altri Comuni, che - di fronte a situazioni di fatto che coinvolgono diversità di opinioni - hanno il dovere di effettuare un sopralluogo, avere uno scambio di opinioni con le parti interessate, e - prima che si dia spazio alle carte bollate - risolvere questi problemi con un positivo “dialogo amministrativo” con i cittadini.


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