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Il fine pubblico non esclude la turbativa d'asta se la gara è «irrituale»

di Paola Rossi

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Turbativa d'asta e falso in atto pubblico per i responsabili comunali che danno il via libera alla demolizione dei cartelloni pubblicitari in violazione delle norme sugli appalti. Così la Corte di cassazione con la sentenza n. 29156/15 depositata ieri, che ha cassato la sentenza del Gup di Napoli che aveva stabilito il non luogo a procedere. Sotto accusa erano finiti il comandante della Polizia locale e due dipendenti comunali per aver proceduto in maniera irrituale all'indizione di una gara (per il ricorrente "fittizia") che si era conclusa con l'assegnazione dell'appalto per lo smantellamento di cartelloni pubblicitari a una stessa impresa già appaltatrice per lo smaltimento Rsu nel Comune. Inoltre, prima dell'attività di demolizione erano state emesse delle sospensive di tale attività demolitoria dal competente giudice amministrativo.

La Cassazione della sentenza
Per la Corte di legittimità il Gup aveva escluso la sussistenza del reato mancando tra gli elementi probatori l'indizio di interessi personali degli imputati, e quindi il dolo. Anche se, come rileva il ricorrente e tiene in considerazione la Cassazione, è indubbio comunque il vantaggio attribuito alla ditta appaltatrice. La condotta che secondo la Cassazione rileva è sicuramente quella del comandante di Polizia in quanto figura apicale, a cui i due dipendenti comunali non aveva fatto altro che aderire in adempimento dei rispettivi e diversi ruoli pubblici. Nell'accogliere il ricorso la Corte ricorda che - in base al proprio orientamento - anche se con la condotta messa in atto si persegue una legittimità finalità pubblicistica ciò non consente alcuna deviazione dalle regole sull'affidamento degli appalti.

Il fatto
La demolizione dei cartelloni pubblicitari era stata effettuata in assenza dello svolgimento di una gara ad hoc ed era avvenuta poche ore dopo la sospensiva del Tar sull'ordine di demolizione. Ma questo ultimo punto non è quello che più rileva, infatti, sommariamente la sentenza afferma che la non conoscibilità della sospensiva date le circostanze era ammissibile escludendo il dolo. Anche se il ricorrente afferma di averne informato gli imputati.
Ciò che, invece, appare più rilevante è l'obbligo di procedere a una regolare gara per affidare lo specifico appalto. E, quindi al contrario è configurabile il reato di turbativa d'asta per il mancato svolgimento della gara in forma corretta. Il Gup aveva escluso il reato anche in capo al Comandante della Polizia locale tenuto conto della completa deregulation in atto nel Comune sulla cartellonistica stradale e affermando che l'illiceità della procedura non può rilevare in un caso dove si sarebbe potuto procedere anche all'affidamento diretto dell'attività.
Così la Cassazione ha accolto il ricorso e ha annullato la sentenza del Gup solo nei riguardi del Comandante avendo ravvisato nel comportamento dei due dipendenti comunali per scala gerarchica solo l'adempimento di quanto loro prescritto dal proprio superiore.


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