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Concessioni autostradali, le norme sull'offerta anomala si applicano solo agli appalti di lavori

di Vittorio Italia

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Una Società autostradale ha invitato a partecipare ad una procedura negoziata per la pulizia, disinfezione, derattizzazione e “sanificazione” dei propri immobili, due Società a responsabilità limitata, la Società X e la Società Y. Al termine della procedura di gara, dopo avere escluso che vi fossero state “anomalie” nell’offerta, ha aggiudicato il servizio alla Società Y. La Società X ha proposto ricorso, che è stato respinto sia dal Tar, sia - in sede di appello - dal Consiglio di Stato.

La sentenza
Uno degli argomenti di discussione in questo ricorso era se la Società concessionaria, che era la stazione appaltante, fosse o no sottoposta alle prescrizioni di cui al Dlgs 163/2006, ed in particolare alle disposizioni di cui agli articoli 86 e seguenti. I giudici del Consiglio di Stato, Sezione IV, con la sentenza 16 giugno 2015, n. 3000, hanno richiamato una precedente sentenza n. 04949/2014 della stessa Sezione ed hanno così argomentato:
a) Le norme vigenti hanno subito una serie di modifiche, ma l’articolo 11, comma 5, lett. c) della Legge 23 dicembre 1992, n. 207, ha limitato, per le Società concessionarie autostradali, l’applicabilità del Dlgs 163/2006 ai soli appalti di lavori.
b) L’intenzione del legislatore appare “chiara ed incontestabile”, nel senso di escludere, per le Società concessionarie autostradali, l’applicazione della normativa per gli “appalti di servizi e forniture”.
c) La Società concessionaria non era quindi soggetta alla “verifica di anomalia” essendo l’appalto relativo a servizi e forniture.

Valutazione della sentenza
La sentenza è corretta e merita di essere condivisa. I giudici della Sezione V del Consiglio di Stato hanno seguìto il difficile percorso della successione delle norme su questi problemi, ed hanno precisato che la precedente normativa (articolo 2, comma 85 del d.l. 3 ottobre 2006, n. 262, convertito con modificazioni dalla l. 24 novembre 2006, n. 286) è stata sostituita dall’articolo 11, comma 5, introdotto dall’articolo 29, comma 1, quinques del Dl 207/2008, convertito con modificazioni dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14. Questo argomento è persuasivo, ma ciò che non può essere condivisa è questa complessa, intricata, e per molti aspetti incomprensibile situazione normativa, che appare di difficile conoscenza e spesso di impossibile comprensione.
Il disegno di legge di delega per il nuovo Codice degli appalti e dei contratti di concessione (nel testo trasmesso dal Senato alla Camera il 22 giugno 2015) stabilisce dei “principi e criteri direttivi” per l’ esercizio della delega, sia sostanziali (si vedano le lettere bbb) dell’ articolo 1) sia transitorie (si vedano le lettere ccc) dell’ articolo1), ed è quindi auspicabile che in occasione dell’esercizio di questa delega si provveda ad una sistemazione e ad una semplificazione delle precedenti complesse normative. 

Conseguenze sulle altre società concessionarie autostradali
La sentenza in commento è molto importante per le altre Società concessionarie autostradali, perché ha chiarito in modo preciso che esse, allo stato attuale, e sino a quando non sarà in vigore il Decreto delegato contenente il Codice degli appalti e dei contratti di concessione ed il Regolamento,  sono sottoposte alla disciplina del Dlgs 163/2006 soltanto per quanto riguarda gli appalti di lavori e non per gli appalti di servizi e forniture.


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