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Non si può obbligare il Comune a finire le opere di urbanizzazione

di Vittorio Italia

E inammissibile il ricorso diretto ad obbligare il Comune a completare le opere di urbanizzazione (si trattava di un marciapiede), anche se sono stati pagati gli oneri di urbanizzazione. Questo il princiop espresso dal tar Serdegna con la sentenza 925/2012
Il fatto
Una persona ha ottenuto una concessione edilizia dal Comune per la costruzione di un fabbricato per abitazione, in un lotto inserito in una zona di completamento residenziale. Questo lotto, al momento della concessione, si affacciava su una strada priva della bitumazione e del marciapiede. A distanza di anni, e dopo il regolare pagamento degli oneri di urbanizzazione, la strada non è stata ultimata dal Comune, nonostante molti solleciti. La persona titolare della concessione ha allora promosso ricorso al Tar, chiedendo che fosse accertato l'obbligo del Comune di completare le opere di urbanizzazione e la condanna del medesimo ad eseguire i relativi lavori di ultimazione. La persona ricorrente ha richiamato, in sostegno della sua tesi, l'articolo 12 della legge 10/1977, che stabilisce che: "i proventi della concessione sono destinati alle opere di urbanizzazione"; e - secondo la ricorrente - ciò comportava anche l'obbligo del Comune a realizzare la bitumazione della strada e la sistemazione del marciapiede in un tempo ragionevole.
La sentenza
Il Tar ha però dichiarato questo ricorso inammissibile, per i seguenti argomenti:
1) La realizzazione delle opere di completamento di una strada, specie per quanto riguarda la bitumatura della strada ed il completamento del marciapiede, rientra nella discrezionalità del competente organo comunale, in base alle disponibilità di bilancio e delle priorità degli interventi;
2) Questi interventi non sono sindacabili in sede di legittimità;
3) Il pagamento degli oneri di urbanizzazione non fa sorgere, in capo al titolare della concessione edilizia, alcun diritto, e neppure un «interesse pubblico differenziato e qualificato ad un bene della vita». In conseguenza - hanno affermato i giudici - questa persona è carente di legittimazione attiva, ed il ricorso è perciò inammissibile.
Valutazione della sentenza
La sentenza solleva delle perplessità. Infatti, è pur vero che il Comune ha una discrezionalità nell'utilizzare i contributi di urbanizzazione per il completamento o la manutenzione delle opere di urbanizzazione di qualsiasi parte del territorio. Ma il pagamento degli oneri di urbanizzazione è stato effettuato in riferimento alla specifica situazione edilizia di una determinata concessione. Il Comune aveva quindi l'obbligo di precisare, con atto motivato, per quale ragione aveva ritenuto di effettuare le opere di urbanizzazione per altri problemi edilizi del territorio del Comune, e non le opere di urbanizzazione per l'opera relativa alla bitumazione ed al marciapiede di cui alla concessione edilizia. Il pagamento delle opere di urbanizzazione non ha fatto sorgere un diritto o un interesse pretensivo, ma ha fatto sorgere nell'amministrazione l'obbligo di motivare, di fronte al sollecito della persona, le ragioni della mancata realizzazione delle opere di urbanizzazione attinenti a quella concessione edilizia. L'amministrazione non si può trincerare dietro all'affermazione della sua «piena discrezionalità nell'individuare le opere di urbanizzazione da realizzare nell'ambito del territorio comunale», perché - nel caso di specie - tale affermazione contrasta con l'articolo 3 della legge 241/1990, che impone la motivazione per ogni provvedimento amministrativo.
E non è tutto.
Il pagamento degli oneri di urbanizzazione comporta, per la persona che ha pagato tali oneri, un "affidamento" verso l'amministrazione pubblica, che deve quindi corrispondere alla fiducia che tale persona ha espresso nei suoi confronti. Non è quindi persuasiva la tesi che - poiché gli oneri di urbanizzazione sono "versati" in un unico contenitore affidato alla discrezionalità del Comune - l'amministrazione comunale possa ora utilizzare questi introiti come meglio crede, senza dare una motivata risposta alla persona che ha pagato determinati oneri, affinché il Comune realizzi le opere di urbanizzazione collegate alla concessione edilizia. La persona che ha proposto questo ricorso aveva una situazione di interesse legittimo a conoscere la motivazione del diniego, e tale situazione giuridica doveva consentirgli l'ammissibilità del ricorso.


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