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Piccoli Comuni: la legge in «piccolo» nella scheda dell'Anci

di Daniele Formiconi (*)

Finalmente con l'approvazione della legge sui piccoli Comuni si apre un grande spiraglio per consentire a questi territori di crescere e invertire il trend negativo dello spopolamento.
È una legge fondamentale perché afferma, innanzitutto, il riconoscimento della specificità dei Comuni di minore dimensione demografica, spesso con territori “fragili” e molto vasti.
Una legge che potrà consentire di mantenere e riportare servizi, fare investimenti e di rilanciare lo sviluppo locale in aree spesso “marginalizzate” ma non certo marginali, tutelandone inoltre i territori dai rischi ambientali.
Il Fondo di cui ad oggi la legge è dotata è certamente inadeguato, quasi simbolico, e oltre a un incremento degli stanziamenti vi è necessità di procedure semplificate per l'erogazione delle risorse.
Non ne deve tuttavia essere sottovalutata l'affermazione, inedita, del principio e dei valori ora presenti nel nostro ordinamento e rivolti a tutti i livelli di governo, chiamati a tenerne conto nell'interpretare al meglio le finalità politiche, strategiche e operative della legge rivolta ai 5.500 piccoli Comuni con popolazione inferiore ai 5mila abitanti che amministrano il 55% del territorio italiano.

Il piano di riqualificazione
Un passo importante, dunque, sarà quello di applicare concretamente la legge anche attraverso un'azione capillare sui territori per favorire le comunità locali, attraverso la copertura della banda larga, il rilancio del turismo e le scuole, primo presidio per contrastare l'esodo dai piccoli centri. Con questa legge, in sintesi, si potrà avviare la realizzazione dell'Agenda Controesodo approvata dalla XVII Conferenza nazionale Anci dei Piccoli Comuni tenutasi a San Benedetto del Tronto nel luglio scorso. In particolare, per l'utilizzo del Fondo sarà predisposto un Piano nazionale per la riqualificazione dei piccoli Comuni con Dpcm, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, con il Ministro dell'economia e delle finanze, con il Ministro dell'interno, con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali e con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, previa intesa in sede di Conferenza unificata, da adottare entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. Il Piano assicurerà la priorità a interventi rivolti a: a) riqualificazione e manutenzione del territorio, riduzione del rischio idrogeologico; b) messa in sicurezza, riqualificazione delle infrastrutture stradali e degli edifici pubblici, con particolare riferimento a quelli scolastici e a quelli destinati ai servizi per la prima infanzia; c) accrescimento dell'efficienza energetica del patrimonio edilizio pubblico; d) acquisizione e riqualificazione di terreni e di edifici in stato di abbandono o di degrado anche al fine di sostenere l'imprenditoria giovanile; e) acquisizione di case cantoniere e del sedime ferroviario dismesso; f) recupero e riqualificazione urbana dei centri storici, realizzazione di alberghi diffusi; g) recupero di beni culturali, storici, artistici e librari; h) recupero dei pascoli montani.

La presentazione dei progetti
Il Piano definirà le modalità per la presentazione dei progetti da parte delle amministrazioni comunali, nonché quelle per la selezione, attraverso bandi pubblici, dei progetti medesimi da parte della Presidenza del Consiglio dei ministri sulla base dei seguenti criteri: a) tempi di realizzazione degli interventi; b) capacità e modalità di coinvolgimento di soggetti e finanziamenti pubblici e privati; c) miglioramento della dotazione infrastrutturale secondo criteri di sostenibilità ambientale e mediante l'applicazione di protocolli internazionali di qualità ambientale; d) valorizzazione delle filiere locali della green economy; e) miglioramento della qualità di vita della popolazione, nonché del tessuto sociale e ambientale del territorio di riferimento; f) impatto socio-economico degli interventi, con particolare riferimento agli incrementi occupazionali.
Il Piano sarà aggiornato ogni tre anni. Sempre con Dpcm saranno individuati i progetti da finanziare sulla base del Piano. La legge «in piccolo», consulta la scheda elaborata dall'Area riforme istituzionali e Piccoli Comuni dell'Anci.

(*) Responsabile Area riforme istituzionali e Piccoli Comuni Anci


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