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Piccoli Comuni, Decaro: «Con la legge si afferma la loro specificità, ora più fondi e semplificazione»

di Redazione Anci

«La legge sui piccoli Comuni rappresenta per noi sindaci la presa d'atto da parte del governo della specificità dei territori scarsamente popolati. Questa legge sancisce chiaramente il principio per cui il problema da combattere non è la minore dimensione demografica, ma la tendenza allo spopolamento di certi territori. È il primo passo per la realizzazione di quell'agenda controesodo che l'Anci sta cercando di costruire. Adesso chiediamo fondi più congrui e semplificazione». Lo afferma il sindaco di Bari e presidente dell'Anci, Antonio Decaro, intervistato da Radio Uno sul via libera definitivo del Senato al disegno di legge sui piccoli Comuni.
«Favorire il ripopolamento delle aree interne e dei borghi, abitarli, è importante – aggiunge Decaro – perché rappresentano un fondamentale presidio sul territorio: i piccoli Comuni in Italia sono il 70% del totale, e coprono il 54% del territorio nazionale: combatterne lo spopolamento vuol dire tutelare scrigni di grandissime ricchezze culturali, archeologiche e religiose, rilanciando l'attrattività turistica dei centri storici; vuol dire evitare il dissesto idrogeologico, ripristinare la viabilità nelle aree interne, ristrutturare le scuole e ridare servizi ai cittadini».
«Chiediamo adesso – conclude il presidente dell'Anci – di integrare i fondi messi a disposizione dalla legge e di semplificare la vita dei piccoli Comuni: amministrazioni di pochi abitanti e con pochissimo personale, spesso ancora con il turn over bloccato, sono costrette ad adempiere alla consegna di una serie di documenti come il Dup o gli allegati allo stato patrimoniale, con le stesse complicate procedure e scadenze dei Comuni più grandi. Chiediamo infine di eliminare la legge che obbliga i Comuni ad associare le funzioni: l'associazionismo va incentivato, ma su base volontaria».


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