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Rifugiati e richiedenti asilo, le esperienze di inclusione delle città europee premiate da Urbact

di Simone d'Antonio

L'accoglienza di rifugiati e richiedenti asilo costituisce per molte città europee una sfida verso il miglioramento complessivo dei sistemi di welfare locale, non solo in favore dei nuovi residenti ma anche del resto della popolazione. Le città europee stanno sviluppando negli ultimi mesi una serie di esperienze capaci di influenzare il dibattito in corso a livello globale, evidenziando sempre di più il ruolo decisivo dei contesti urbani e delle amministrazioni locali nel mettere in pratica modelli positivi di inclusione e accoglienza diffusa.

Il programma Urbact
La rassegna di buone pratiche del programma Urbact (http://urbact.eu/good-practices/home) contiene molte di queste esperienze che stanno spesso contribuendo a ridefinire il sistema di relazioni tra città, stakeholder e residenti, favorendo una condivisione dell'impegno verso un'integrazione sostenibile sul piano economico e sociale da parte di tutta la comunità locale. Amburgo ha coinvolto i cittadini nell'identificazione di spazi e strutture utilizzabili per la prima e seconda accoglienza di rifugiati e richiedenti asilo da ospitare in città attraverso una serie di incontri, pubblicizzati da stampa locale e social media comunali, e una piattaforma digitale elaborata in collaborazione con il Mit di Boston per figurare visivamente l'impatto delle azioni di riuso sul contesto urbano. Oltre 400 cittadini hanno partecipato a questi incontri che hanno contribuito ad identificare 160 possibili strutture dismesse o parzialmente utilizzate da destinare ad attività di accoglienza: 40 di queste sono poi effettivamente state adibite a tale scopo, favorendo così una maggiore ownership dell'intero processo da parte dei cittadini, coinvolti sin dalle prime fasi del processo di rigenerazione e riutilizzo.
Ghent sta invece promuovendo una forte collaborazione tra uffici comunali e associazioni del territorio per favorire una presa in carico efficace di rifugiati e richiedenti asilo sin dal primo giorno di arrivo in città. Un team di una sessantina di persone è stato messo a disposizione per assistere i rifugiati sulle questione relative l'alloggio e l'espletamento di tutte le pratiche amministrative mentre un ampio programma di attività ricreative e corsi di lingua sono state messe in pratica in collaborazione con le associazioni e i volontari del territorio. In una città che ha visto raddoppiare in meno di un anno il numero dei richiedenti asilo presenti sul territorio, la realizzazione di una serie di iniziative per l'inserimento sociale e lavorativo dei nuovi residenti (tra cui Refuinterim http://www.refuinterim.be/nl) ha completamente cambiato la percezione del fenomeno da parte dei residenti, favorendo la creazione di una serie di modalità di collaborazione nel tessuto sociale adattabili anche ad altri settori del welfare locale. La prevenzione dei fenomeni di esclusione di stranieri e categorie deboli è l'obiettivo principale che ha spinto l'amministrazione di Avilés in Spagna a varare il Gruppo locale sull'immigrazione, che coinvolge diverse tipologie di abitanti (migranti e non solo) nella definizione di azioni e politiche pubbliche efficaci per favorire la risoluzione delle principali problematiche legate all'integrazione nel territorio urbano. Favorire l'accesso all'housing sociale e al mercato del lavoro e ridurre gli ostacoli amministrativi e linguistici sono alcuni degli obiettivi che l'amministrazione di questo comune asturiano di 70mila abitanti si è posto a partire da un'azione di studio e pianificazione del territorio e delle reti sociali attive a livello locale. Tale azione ha portato alla definizione di un modello collaborativo sempre più avanzato, con un ruolo sempre più forte delle associazioni di stranieri coinvolte a pieno titolo nella realizzazione di azioni di sensibilizzazione nelle scuole e con la società civile.
Le buone pratiche di Urbact, promosse da Anci nel quadro della attività del National Point italiano del programma, saranno al centro del bando in uscita il 15 settembre per la creazione di Transfer Network, reti che favoriranno il trasferimento e la replicabilità delle buone pratiche tra città europee, oltre che di una serie di attività di animazione e coinvolgimento di comuni ed esperti su scala nazionale ed europea.


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