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Danno erariale al sindaco che senza impegno di spesa assume iniziative inutili per il Comune

di Antonio Capitano

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Risponde di danno erariale l'amministratore che, con una condotta gravemente colposa, assume iniziative estranee alle finalità istituzionali assegnate dalla legge, violando i doverosi passaggi procedurali giuscontabili. Questo in sintesi il principio contenuto nella sentenza della Corte dei conti Toscana n. 133/2017.

La vicenda
Il caso in esame trova origine dal sopravvenuto riconoscimento di un debito fuori bilancio - a seguito di decreto ingiuntivo - relativo alla realizzazione di un volume commissionato direttamente da un sindaco (non più in carica e autore dello stesso), senza seguire alcuna procedura formale.
La Procura contabile contestava al convenuto un danno erariale pari al corrispettivo pagato dal Comune a una società tipografica, rilevando anche la grave mancanza dell'opposizione al decreto ingiuntivo a sostegno dell'azione per la responsabilità amministrativo-contabile.
Nella fattispecie, oltre al rapporto di servizio e al nesso di causalità, secondo la parte attorea poteva ravvisarsi anche l'elemento della condotta gravemente colposa, essendo la pubblicazione causativa di spesa a carico di tutti i cittadini del Comune e senza nessuna plausibile utilità per l'ente amministrato, rappresentando dunque uno spreco di risorse pubbliche.

La decisione
I giudici contabili toscani hanno osservato che nell'ambito degli indirizzi di modernizzazione delle amministrazioni pubbliche assume rilevanza l'adozione di iniziative e strumenti di trasparenza, relazione, comunicazione e informazione diretti a realizzare un rapporto aperto con i cittadini. Tra le iniziative adottate dalle amministrazioni vi è quella della rendicontazione sociale che risponde alle esigenze conoscitive dei diversi interlocutori (singoli cittadini, famiglie, imprese, associazioni, altre istituzioni pubbliche e private), cui è consentito di comprendere e valutare gli effetti dell'azione amministrativa.
Osserva il Collegio che date queste finalità, il volume dato alle stampe dall'ex sindaco non appare certamente sussumibile in una delle tipologie previste dalla normativa e la condotta identifica certamente un danno erariale in quanto costituente un atto politico che può dichiararsi di parte e imputato e traslato come costo sul bilancio dell'amministrazione.
Ne deriva l'uso scorretto delle risorse finanziarie con la conseguente responsabilità erariale poiché l'ex amministratore ha violato l'iter formale giuridico contabile e i relativi oneri non potevano essere posti a carico del Comune ma rifusi integralmente dal convenuto.
Il Collegio ha evidenziato che nell'ordinamento degli enti locali le obbligazioni contratte per acquisto di beni e servizi senza atto di impegno contabile registrato sul competente capitolo di bilancio ovvero senza attestazione di copertura finanziaria non vincolano l'amministrazione, bensì intercorrono tra il terzo e l'amministratore o funzionario che le ha stipulate e/o ne ha consentito l'esecuzione.


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