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Agenzia delle Entrate, Orlandi vicedirettore con delega al catasto

di Gianni Trovati

La direttrice uscente dell’agenzia delle Entrate scende di una casella e diventa vice, con delega a catasto, cartografia e osservatorio immobiliare. Nel nuovo Fisco che sarà guidato da Ernesto Maria Ruffini (ieri il Consiglio dei ministri ha conferito l’incarico dopo il via libera della Conferenza unificata e a questo punto mancano solo la firma del Capo dello Stato sul decreto di nomina e la registrazione alla Corte dei conti), e che dal 1° luglio vedrà la fusione fra agenzia delle Entrate ed Equitalia, Rossella Orlandi svolgerà quindi il ruolo affidato prima a Gabriella Alemanno. A completare l’organigramma di vertice è Aldo Polito, direttore centrale dell’accertamento, che sarà l’altro vice con funzioni di vicario del direttore.

Con le decisioni assunte ieri, a quanto risulta al Sole 24 Ore, prende dunque forma la prima linea del nuovo fisco unificato. A motivare la scelta, che almeno per ora scalza le ipotesi precedenti secondo cui Rossella Orlandi sarebbe stata destinata a un ruolo di consigliere del ministro Padoan o a un ruolo al dipartimento Finanze, c’è il curriculum della direttrice uscente; che, a differenza del suo predecessore Attilio Befera, è una dipendente a tempo indeterminato dell’Agenzia, occupata fin dal 2000 in ruoli dirigenziali. In questo modo, quindi, l’Agenzia assicura la prosecuzione del rapporto di lavoro in posizione «equivalente» come prevedono le norme. Per consentire il ruolo di vicario a Polito, poi, viene modificato lo Statuto dell’Agenzia, che finora riservava la posizione a dirigenti in pensione, una situazione che non garantiva la gestione ordinata in caso di problemi.

I rapporti economici fra le due realtà in corso di fusione rappresentano poi la novità fondamentale del consuntivo 2016 di Equitalia, anch’esso approvato ieri. Dal 1° gennaio dell’anno scorso, infatti, l’aggio è sceso di due punti percentuali, dall’8 al 6%, con una norma che ha previsto l’indennizzo a Equitalia a carico dell’agenzia delle Entrate. Per misurare questo “rimborso”, però, è partito un dibattito interpretativo, risolto chiamando in causa la Ragioneria generale. Il rimborso, hanno spiegato a Via XX Settembre, va calcolato per cassa e non per competenza, e di conseguenza sono stati conteggiati tutti i ruoli emessi e incassati nel corso del 2016 per individuare la differenza. Risultato: un assegno da 24 milioni.

Per il resto, il bilancio di Equitalia conferma i numeri chaive della riscossione: 8,8 miliardi di incassi, con un aumento del 6,2% rispetto all’anno prima. Sempre in crescita, spinto dalla crisi di liquidità dei contribuenti, il bilancio delle rateazioni: dal 2008 ne sono state attivate quasi 3,5 milioni, per un importo dilazionato da 37,8 miliardi.


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