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In consultazione le regole operative sul Foia

di Gianni Trovati

Gli enti pubblici non possono allargare nei propri regolamenti i casi di eccezione dal Foia, il diritto di accesso generalizzato che impone alle Pa di rispondere alle domande dei cittadini tranne quando sono in gioco segreti commerciali, esigenze di privacy o di sicurezza. I 30 giorni previsti dalla legge per la risposta sono tassativi, e l'eccesso di silenzio degli uffici si può riflettere sulla valutazione dei dirigenti e sulla loro busta paga, fino a configurare possibili danni d'immagine sanzionati dalla Corte dei conti nei casi più gravi.

La Funzione pubblica ha preparato insieme all'Anac la circolare a tutte le amministrazioni con le istruzioni operative per la trasparenza all'inglese, in vigore dal 23 dicembre scorso con il Dlgs 97/2016 attuativo della delega Pa. La circolare, inviata ieri alla platea delle associazioni interessate per una consultazione che si concluderà venerdì prossimo, nasce dai monitoraggio condotto nei primi tre mesi delle nuove regole, che ha mostrato buoni tassi di risposta nei ministeri ma parecchie difficoltà negli enti territoriali .

Per garantire un controllo pubblico in tempo reale delle risposte di ogni amministrazione, la circolare chiede agli enti di attivare un registro degli accessi, da pubblicare sul proprio sito istituzionale indicando i numeri di domande pervenute e di risposte assicurate. Oltre a dettare agli uffici le misure organizzative necessarie per gestire le domande, dall'help desk alle forme di dialogo con i cittadini da attivare prima di arrivare alla decisione di respingere la domanda, il provvedimento indica un modello standard per le istanze e per le richieste di riesame per evitare un eccesso di bocciature “formali” alle richieste di dati da parte di imprese e cittadini.


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