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#SGDonne2017, Decaro: «La cultura della parità si promuove fin dai banchi di scuola»

di Federica Demaria

«Quando si affronta il nodo della parità tra i sessi, è inevitabile occuparsi di occupazione e rappresentanza femminile, di welfare e purtroppo di violenza sulle donne. Perché resiste un retaggio culturale antico, nonostante i numerosi passi avanti. I femminicidi, le violenze, le minacce, dimostrano che nel nostro Paese ci sono ancora uomini che hanno un atteggiamento padronale del corpo, della mente e del cuore delle donne. Ma di più, ci sono anche ragazzini che hanno interiorizzato questo modello. È su di loro, su questo modello, con la formazione e l'educazione per rimuovere gli stereotipi, che abbiamo il dovere di incidere». Lo ha detto il presidente dell'Anci e sindaco di Bari Antonio Decaro nel suo intervento che ha concluso la seconda edizione degli Stati generali delle amministratrici, svoltosi ieri mattina a Roma. Durante i lavori si è parlato della rappresentanza femminile nelle istituzioni e nei Comuni. Numericamente in costante crescita e tuttavia ancora lontana dalla parità. Decaro a proposito di parità ha rimarcato l'importanza del ruolo dei Comuni, che sempre più si augura siano guidati da donne. «Il Comune è il primo front-office del territorio e noi sindaci siamo come un capo tribù, la guida per la comunità. A noi la popolazione chiede consigli, risposte e noi dobbiamo lavorare per dare servizi che permettano di vivere al meglio. Le donne hanno una particolare capacità di praticare politiche inclusive, come dimostra il fatto che alle iniziative, a volte pionieristiche, delle amministratrici si devono gli asili nido e i centri antiviolenza, oggi una regola in tutte le città».

L'importanza dei servizi locali
Decaro ha quindi parlato, da sindaco di Bari, dell'importanza dei servizi locali perché si affermi una reale parità. «Di recente ho inaugurato un asilo nuovo e ho detto che quel giorno celebravamo un fertility day: perché ho contribuito a dare alle famiglie una ulteriore possibilità di conciliare i tempi di vita e lavoro». Il dibattito, al quale il presidente dell'Anci è intervenuto, si è quindi concentrato sul piano nazionale antiviolenza alla redazione del quale l'associazione sta collaborando attivamente con il governo. «Dobbiamo lavorare – ha concluso - su diversi ambiti guardando con una prospettiva più ampia il lavoro dei servizi sociali che si occupano a trecentosessanta gradi della vita delle famiglie e mettendo in atto politiche nazionali che investano sull'occupazione femminile così da recuperare il forte gap con il resto dell'Europa. Nell'interesse dell'economia e dello sviluppo del Paese. Ma anche nell'interesse delle donne: una donna che non lavora fa più fatica a sottrarsi alla violenza e al predominio esercitati da alcuni uomini».

L'impegno delle amministratrici
Per la presidente della commissione Pari opportunità dell'Anci, Simona Lembi, «la presenza delle donne nelle istituzioni italiane ricordo che ha a che fare con la qualità delle scelta che una democrazia compie». Lembi ha sottolineato l'impegno di Anci e dei suoi Presidenti nei confronti delle donne. Un impegno che ha definito “pratico” e non solo “simbolico” come evidenziato dalla realizzazione della seconda edizione degli Stati generali dedicati alle amministratrici.
«Molta della buona qualità delle amministrazioni italiane è stata segnata dalle donne» ha detto la presidente della Commissione pari opportunità Anci portando all'attenzione del pubblico presente alcuni esempio come l'istituzione dei primi asili e dei primi servizi anti violenza. Tutti nati grazie alla volontà di donne. «Le caratteristiche di queste azioni pionieristiche e pratiche - ha aggiunto - hanno inciso fortemente sulla vita quotidiana delle persone. Azioni che hanno così dato forma al silenzio». «Le donne amministratrici – ha rimarcato Lembi – sono destinate solo a crescere e vogliamo trasformare questa presenza in massa critica capace di innovare».
Lembi ha poi illustrato i tre grandi temi oggetto del dibattito del convegno dedicati a: welfare, azioni a sostegno della occupazione e piano antiviolenza, ribadendo che «sono tempi difficili e le donne lo sanno per prime, ma è in questi spazi che emerge un pensiero nuovo per cambiare in meglio, attraverso il nostro lavoro, la vita delle persone nella società. In tal senso - ha concluso - penso che abbiamo una grande responsabilità, vale a dire rappresentare più della metà di questo paese che ha poca voce ma molto talento».


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