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Per la notifica del messo in ritardo la responsabilità è del Comune

di Luciano Catania

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Quando l'Amministrazione finanziaria, avvalendosi della facoltà di cui all'articolo 60 Dpr n. 600/1973, richiede ad un Comune di notificare un avviso di accertamento tributario, il momento che rileva è la consegna dell’atto all’Ente Locale mentre è ininfluente il momento della materiale ricezione dell’avviso al messo comunale.

Ai fini della regolarità della notifica rileva il termine di consegna dell’avviso di accertamento al Comune
La Corte di Cassazione, con ordinanza 26 gennaio 2017, ha rigettato un ricorso con il quale la parte ricorrente censurava il fatto che la Commissione Tributaria Regionale della Campania aveva considerato tempestiva una notifica prendendo in considerazione la data di consegna dell’avviso di accertamento al Comune, anziché la data di effettiva consegna dell’atto all’ufficio del messo notificatore del medesimo Comune.
L’Agenzia delle entrate aveva consegnato al Comune l’avviso di liquidazione entro il termine triennale di decadenza previsto dall’articolo 76 Dpr n. 131/1986, mentre l’atto era pervenuto all’ufficio dei messi comunali quando tale termine era spirato.

La responsabilità della regolare notifica ricade sul Comune e non su messi
La Suprema Corte, con la stessa ordinanza, ha anche ribadito che il Comune assume la responsabilità della notifica, non sussistendo rapporto di servizio diretto tra l'Amministrazione finanziaria e i messi comunali, che operano alle esclusive dipendenze dell'ente territoriale.
L’articolo 60 Dpr n. 600/1973 prevede che la notificazione degli avvisi e degli altri atti che per legge devono essere notificati al contribuente è eseguita, secondo le norme stabilite dagli articoli 137 e seguenti Cpc, dai messi comunali ovvero dai messi speciali autorizzati dall'ufficio.
La notifica attraverso i messi comunali instaura un rapporto di “preposizione gestoria”, tra l’Amministrazione Finanziaria e l’Ente Locale, che deve essere qualificato come mandato "ex lege".

I messi agiscono sempre come dipendenti comunali
Il messo comunale, poiché incardinato nell’amministrazione locale di appartenenza, non costituisce un autonomo organo istituzionale dotato di competenze proprie e distinte dal Comune, immedesimandosi dunque nell’Ente Locale.
I messi agiscono sempre e comunque come dipendenti comunali e, pertanto, le conseguenze di un corretto adempimento ricadono unicamente sull’ente territoriale.
Il Comune è obbligatoriamente tenuto ad esplicare l’attività di notifica, attraverso i propri messi, nell’interesse e per conto dell’Amministrazione Finanziaria assumendo l’ordinaria responsabilità per i casi d’inosservanza dell’obbligo di difettoso adempimento.
A rispondere nei confronti dell’Agenzia delle entrate per il danno causato dall’irregolare notifica non è, quindi, il messo comunale ma il Comune, che dovrà risarcire l’Amministrazione Finanziaria sia nel caso di colpevole ritardo dei propri impiegati nella trasmissione degli atti ai messi, sia degli errori posti in essere da questi ultimi in sede di notifica.
Giurisprudenza costante della Corte di Cassazione ha sempre negato la tesi di un rapporto diretto tra l’Agenzia delle entrate ed i messi comunali, riconoscendo la competenza a decidere in merito al risarcimento del danno al giudice ordinario in sede civile (mentre in caso di responsabilità direttamente in capo al messo comunale, per i danni cagionati all’Agenzia delle entrate la competenza sarebbe della Corte dei Conti).
La Suprema Corte si è staccata da tale orientamento solo nel caso di un messo comunale, ben identificato, che si era reso responsabile di un irrituale notifica di un atto impositivo, attestando falsamente di averlo notificato al destinatario che si era rifiutato di firmarlo.
In ogni caso, il Comune può (anzi, deve), nel caso di comportamento negligente dei propri dipendenti, attivare contro di essi procedimento disciplinare.
Se il messo comunale (o il dipendente che ha tardivamente consegnato all’ufficio dei messi l’atto da notificare) non risponde direttamente del danno arrecato all’Amministrazione Finanziaria, è sicuramente soggetto alla responsabilità disciplinare in cui incorre non osservando obblighi contrattualmente assunti, fissati dalla legge o dal codice di comportamento.

La quantificazione del danno per irregolare notifica
L’esistenza del danno e la sua quantificazione, come affermato in più occasioni dagli ermellini, sono presuntivamente determinati dall’entità della pretesa fiscale, dalla quale l’Amministrazione Finanziaria è decaduta per effetto della mancata o intempestiva notificazione dell’atto.
Grava sul Comune dimostrare l’insussistenza dei presupposti di fatto e di diritto dell’obbligazione tributaria (e, quindi, l’insussistenza del danno) o il suo minore ammontare, ovvero la ricorrenza d’impedimenti insuperabili a riscuotere il credito nei confronti del contribuente.


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