Home  › Amministratori e organi

Segretari in convezione, rimborso solo per spostamenti tra sedi istituzionali

di Arturo Bianco

Q
E
L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

I segretari in convenzione tra più enti hanno diritto al rimborso delle spese di viaggio solamente per gli spostamenti tra le amministrazioni che aderiscono alla convenzione e non per recarsi dal proprio domicilio a una delle sedi o ritornarvi. Per potere concorrere a questi vantaggi è necessario che si dimostri la convenienza dell'uso del mezzo proprio rispetto ai mezzi pubblici; la misura di tale rimborso deve essere decisa dagli enti, fermo restando che non si deve comunque trattare di un surrettizio ritorno alla diaria giornaliera e, infine, nel rimborso possono essere inclusi i pedaggi autostradali. Possono essere così riassunte le importanti indicazioni della deliberazione della sezione regionale di controllo della Corte dei conti del Lazio n. 3 del 17 gennaio 2017(si veda anche il Quotidiano degli enti localie della Pa del 24 gennaio 2017). L'importanza del parere, oltre che nelle indicazioni innovative sul rimborso dei pedaggi e sulla necessità di dimostrare la convenienza dell'utilizzazione del mezzo proprio, è costituita soprattutto dalla completezza dei chiarimenti operativi che vengono forniti e che ci permettono di superare tutti i dubbi interpretativi.

Spostamento istituzionale
La possibilità di rimborsare i segretari per gli spostamenti tra i Comuni aderenti alla convenzione per la gestione associata di questa attività è frutto della interpretazione fornita dal parere n. 9/2011 delle sezioni riunite di controllo della magistratura contabile. A sostegno di questo parere la considerazione che non si applica il divieto di rimborso delle spese per l'uso della propria autovettura per missioni svolte per conto dell'ente stabilito dall'articolo 6, comma 12, del Dl 78/2010 in quanto non siamo nell'ambito di applicazione della disposizione. Non si può infatti parlare di missioni, ma della condizione essenziale per lo svolgimento della attività del segretario, cioè dello «spostamento tra sedi istituzionali ordinarie di lavoro». Per cui non si può considerare né disapplicata né abrogata la norma del contratto collettivo del 16 maggio 2001 che consente, ripartendolo tra gli enti aderenti, il rimborso delle spese di viaggio.

Convenienza economica
Perché questo rimborso possa essere corrisposto il segretario dovrà dimostrare che «l'utilizzo del mezzo proprio sia reputato economicamente più conveniente rispetto all'uso dei mezzi pubblici». Del che si deve fornire una dimostrazione convincente e non limitarsi a una semplice dichiarazione di impossibilità.
La deliberazione è molto attenta nel fissare la condizione che lo spostamento tra i Comuni avvenga nel corso della stessa giornata, il che deve comunque avere un carattere eccezionale e non ordinario. Essa aggiunge che non possono essere rimborsati i costi sostenuti per recarsi dalla propria residenza in uno dei Comuni convenzionati e anche, ovviamente, il viceversa. Gli oneri per coprire distanza tra abitazione e sedi dei Comuni, senza considerare né la distanza elevata o ridotta né gli orari di conclusione della prestazione, non possono essere mai rimborsati.

La quantificazione del rimborso
Non è minore l'attenzione che viene dimostrata alla quantificazione del rimborso delle spese di viaggio sostenute: la fissazione del criterio deve essere contenuta nella convenzione, cioè viene decisa dagli enti aderenti. Il parere offre due possibili soluzioni: sommare i costi della copertura assicurativa e quelli del biglietto del mezzo pubblico di trasporto ovvero fare ricorso al metodo ampiamente utilizzato della «indennità chilometrica pari ad un quinto del costo della benzina verde per chilometro».
L'ultima, ma non certo per importanza, considerazione è che nella quantificazione vanno inclusi anche i costi dei pedaggi autostradali, ovviamente nel presupposto della necessità di percorrere tratti di autostrada.


© RIPRODUZIONE RISERVATA