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Piccoli Comuni, Decaro: «Stop a obbligo associazionismo e più incentivi, presto riapriremo trattativa con il governo»

di Emiliano Falconio

«L'impegno che prendo con voi è riaprire al più presto la trattativa con il nuovo governo, per chiedere al nuovo esecutivo un impegno preciso, nel Milleproroghe, sulla sospensione dell'obbligo di associare le funzioni entro il 31 dicembre prossimo. Parallelamente chiederemo un percorso che ci aiuti ad associare le funzioni tramite incentivi, individuando alcune funzioni fondamentali da mettere insieme. Queste due azioni manterrebbero di certo l'identità dei Comuni e una gestione più efficiente della macchina amministrativa». Lo ha detto il presidente dell'Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, parlando a sindaci e amministratori dei piccoli Comuni nel corso della riunione del Coordinamento nazionale, svoltasi ieri mattina a Roma nella Sala Presidenza Anci di via dei Prefetti.

«Il mio primo atto da presidente – ha ricordato Decaro – è stato un incontro con il ministro» per gli Affari regionali «Enrico Costa, a dimostrazione che l'attenzione per i problemi dei "piccoli" è alta costante». «Abito in un quartiere di Bari – ha continuato – che è praticamente un piccolo comune e conosco bene come si sviluppano i rapporti in una piccola comunità. E la conoscenza si è rafforzata quando ho fatto visita alle popolazioni terremotate e ai loro sindaci che mi chiedevano di ricostruire prima di tutto il tessuto economico delle comunità e poi le case, a dimostrazione del grande attaccamento di questi sindaci alla "vita" dei loro Comuni». «Sono perciò convinto che sia necessario lavorare su piccoli Comuni che sono la storia del Paese. E lavorare per loro significa metterli nelle condizioni di poter amministrare al meglio e quindi garantire servizi adeguati».

Il presidente Anci ha poi parlato delle situazioni di Roma e Milano per ribadire «l'importanza di tutelare la figura del sindaco. Non si può considerare colpevole a prescindere un sindaco, basandosi solo su delle indagini parziali. Noi firmiamo di tutto, centinaia tra ordinanze urgenti, trattamenti sanitari obbligatori, ordini di abbattimento di strutture. Siamo responsabili di tutto quanto accade nelle nostre comunità e quindi può capitare che ci si imbatta in indagini. Lo Stato però – ha rimarcato Decaro – dovrebbe tutelarci magari tramite norme che tendano a semplificare il nostro lavoro e l'associazionismo incentivato è parte di questa semplificazione», ha concluso il presidente Anci.

A fare la sintesi della riunione tra i sindaci dei Comuni sotto i 5mila abitanti è stato il coordinatore "piccoli" Massimo Castelli, second il quale «il 2017 dovrà essere l'anno in cui arrivano risposte sui grandi temi che ci riguardano, a partire dalla questione del personale su cui torneremo a chiedere lo sblocco del turn-over per gli organici dei piccoli Comuni e anche per il ricambio generazionale. Abbiamo già ottenuto un primo passo avanti con il decreto legge Enti locali, ma è necessario andare oltre».

«Vogliamo essere messi nelle condizioni di gestire i nostri enti - ha riferito Castelli – e la proposta Anci sulle gestioni associate è chiara e parte dal superamento delle criticità sull'obbligo di associare le funzioni entro la fine di questo anno. Non ci stancheremo mai di ripetere – ha aggiunto il Coordinatore Anci – che il piccolo Comune è spesso l'unico presidio dello Stato in gran parte del territorio nazionale. Lo si è visto bene con il recente terremoto del Centro Italia che, duole dirlo, ha fatto ricordare a molti che esistono certi Comuni. Ma questa è l'Italia, gran parte dell'Italia e non dobbiamo dimenticarlo. Dobbiamo dare a queste comunità quanto serve per mantenerle vive – ha quindi concluso Castelli –, così da mettere in atto quel controesodo dai grandi agglomerati urbani ai piccoli centri, che ridia vitalità e servizi alle aree interne che non possono e non devono essere marginalizzate».


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