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Città metropolitane, Decaro: «A nuovo governo chiediamo di ottemperare impegni presi da precedente esecutivo»

di Emiliano Falconio

«Un incontro al nuovo governo per chiedere di ottemperare agli impegni sulle Città metropolitane presi dall'esecutivo precedente». È questa la richiesta del presidente Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, formulata al termine del coordinamento delle Città metropolitane Anci, svoltosi ieri pomeriggio a Roma nella sede dell'Associazione.
«In particolare – ha detto Decaro – chiederemo certezza per quel che riguarda l'ulteriore prelievo a carico delle Città metropolitane di 250 milioni di euro, fondi inseriti nella legge di bilancio ma non ancora specificati nella loro destinazione: Allo stato attuale non c'è quindi certezza che questi fondi possano servire per neutralizzare il taglio a nostro carico. Chiederemo poi una deroga per le assunzioni sulle funzioni infungibili e lo sblocco turn over».
«Durante la riunione – ha continuato Decaro – abbiamo affrontato anche temi legati ai Comuni e ai fondi di loro competenza, presenti nella Legge di bilancio, che però hanno una destinazione ancora non specificata». Per tutta questa serie di motivi è stata ribadita «la necessità di uno spostamento di un mese dei termini per l'approvazione dei bilanci che nella situazione attuale non si possono chiudere per mancanza di tempi tecnici».

Sicurezza urbana e immigrazione
Decaro ha poi riferito di aver incontrato oggi il neo ministro dell'Interno Marco Minniti con cui si è discusso di sicurezza urbana e immigrazione. «Sulla sicurezza – ha detto – il ministro ci ha assicurato tempi rapidi per approvazione del decreto, già concordato tra Anci e Viminale. Contemporaneamente abbiamo chiuso, finalmente, l'accordo l'immigrazione. Un piano equo – ha aggiunto il presidente Anci – che prevede 2,5 migranti ogni mille abitanti e che sarà operativo dopo i passaggi in Stato-Città e Stato Regioni. Ci sarà una fase graduale – ha spiegato poi Decaro – che passerà dal confronto sul territorio attraverso incontro tra prefetti, presidenti di Anci regionali e sindaco capoluogo di provincia. In questo modo i sindaci non saranno più bypassati dalle prefetture» poiché verranno introdotte «clausole di salvaguardia che impediranno alle prefetture di inviare migranti laddove il Comune aderisce allo Sprar».
«Nell'ultimo anno – ha ricordato a tal proposito il presidente Anci – si sono verificati casi di Comuni veneti di 3200 abitanti con 1200 migranti in una caserma o casi in cui è stata bandita una gara per 200 posti letto in Comuni con 500 abitanti. Queste situazioni, che spesso si verificano con il preavviso per telefono di un'ora – ha concluso – creano problemi di erogazione dei servizi, paura nelle comunità e anche reazioni xenofobe. Con questo accordo, da cui partiamo per allargare la rete Sprar, daremo una mano sia allo Stato nella prima accoglienza sia ai territori che non si vedranno più arrivare migranti dalla sera alla mattina».


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