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#SindaciallaCamera, Decaro: «Comuni infrastruttura civile del paese, vanno ascoltati e sostenuti con mezzi adeguati»

di Giuseppe Pellicanò

«Quello dei Comuni è un patrimonio prezioso e plurale fatto di comunità, di territori, di culture, di linguaggio, è l'infrastruttura civile portante del paese ma allo stesso tempo è l'elemento più fragile e più esposto ai processi di trasformazione del nostro tempo, dal clima, all'immigrazione, alla crisi economica e alla disoccupazione». Lo ha evidenziato il presidente dell'Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, intervenendo ieri in aula alla Camera per l'incontro tra istituzioni e sindaci.
Il presidente Anci ha rivolto un pensiero ai suoi colleghi delle Regioni colpite dal terremoto, che «hanno la drammatica consapevolezza di chi assiste al crollo di una storia, ma anche la voglia e la determinazione a non rassegnarsi per dare avvio alla ricostruzione fisica e morale delle loro comunità». «In quei luoghi distrutti ci sono i beni e la storia di intera comunità, paesi che non devono e non possono morire - ha aggiunto Decaro - l'Anci è presente, dal 24 agosto, ed è questa l'occasione in cui l'Associazione si deve trasformare in una grande famiglia, pronta ad aiutare chi è in difficoltà. È un lavoro molto impegnativo ma – aggiunge il presidente Anci – ce la potremo fare se saremo sempre meno sindacato dei Comuni ma delle comunità, e sempre più sindacato della coesione nazionale».

Le proposte dell'Anci
Tuttavia, per fare tutto ciò «abbiamo bisogno di essere ascoltati e sostenuti, è necessario dotare i sindaci di nuovi mezzi», perché ci sono sindaci che «devono mettere a disposizione le loro auto per portare i bambini all'asilo, come quello di Zapponeta, primi cittadini che accolgono immigrati sul territorio senza risparmiarsi ma anche altri esposti ogni giorno alle intimidazioni», ha aggiunto Decaro.
Il presidente Anci ha ricordato che negli ultimi anni i Comuni hanno pagato un prezzo pesante, con misure di riduzione dei trasferimenti e con tagli, che hanno acuito le «differenze territoriali, tra Nord e Sud, tra aree urbane e centri periferici del Paese». Ma questo trend si è ora interrotto con la legge di stabilità 2016 «che ha posto fine alla stagione dei tagli lineari, con importanti misure per i Comuni, come la fine del patto di stabilità».
«Il nostro auspicio è adesso quello che i Comuni vengano ascoltati dando vita ad una nuova Agenda urbana tra il governo e i territori. Nello stesso tempo – ha concluso Decaro – riferendosi alla legge di bilancio in via di approvazione – chiediamo che vengano chiuse le partite finanziarie ancora aperte, dandoci la possibilità di usare gli avanzi di amministrazione per effettuare investimenti e, soprattutto, liberandoci dai troppi vincoli che ci soffocano e che non ci permettono di aiutare i nostri cittadini ad esaudire i loro desideri».


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